ECONOMIA - 09 ottobre 2026, 12:06

Biella Digital Summit, Camisani Calzolari: "Tra 5 anni ogni impresa userà l’IA" FOTO e VIDEO

“Nei prossimi cinque anni l’intelligenza artificiale cambierà profondamente il mondo delle imprese", ha sottolineato lo special advisor per l’IA di Confindustria Alberto Tripi 

Biella Digital Summit, Camisani Calzolari: "Tra 5 anni ogni impresa userà l’IA" FOTO e VIDEO

Sono stati 120 i partecipanti, giovedì pomeriggio all'auditorium di Città Studi, alla quinta edizione del Biella Digital Summit, l'appuntamento annuale organizzato da Unione Industriale Biellese attraverso la Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici, per diffondere la cultura della digitalizzazione nelle imprese. Grazie alla moderazione di Christian Zegna, CEO di Btrees e Past President del Gruppo Giovani Imprenditori di UIB, si sono avvicendati gli approfondimenti di Marco Camisani Calzolari, esperto di intelligenza artificiale, cybersicurezza e comunicazione pubblica, Alberto Tripi, Special Advisor di Confindustria per l'Intelligenza Artificiale e presidente di Almaviva, Barbara Graffino, presidente del Digital Innovation Hub Piemonte e Valle d'Aosta, Alberto Mattiello, business futurist e autore del podcast "Scenari" e Matteo Carucci, Head of Data & AI Platforms di Eutelsat.

Ad aprire i lavori è stato Christian Ferrari, presidente Comitato Piccola Industria dell'Unione Industriale Biellese, con delega alla Connettività Digitale e Fisica del Territorio: "Il digitale non è più un tema per soli tecnici. È un tema di impresa. Riguarda il modo in cui organizziamo le nostre aziende, prendiamo decisioni, sviluppiamo competenze, miglioriamo la produttività e costruiamo la nostra capacità di competere. E questo vale ancora di più per le piccole e medie imprese. Non dobbiamo necessariamente inseguire ogni nuova tecnologia. Dobbiamo però avere la capacità di capire quali cambiamenti possono creare davvero valore per le nostre aziende e, soprattutto, avere il coraggio di cominciare, tenendo ben presente che la trasformazione delle imprese passa ancora dalle persone., dalla loro capacità di imparare, di cambiare e di guidare il cambiamento".

Marco Camisani Calzolari, esperto di intelligenza artificiale, cybersicurezza e comunicazione pubblica, ha proposto una lettura degli scenari evolutivi che attendono le imprese nei prossimi cinque anni, approfondendo il ruolo dell'AI e dell'automazione come infrastrutture della competitività futura: "Tra 5 anni ogni impresa userà l'intelligenza artificiale. Farà la differenza sapere chi c'è dall'altra parte: chi la addestra, chi la aggiorna, dove finiscono i nostri dati, chi può spegnerla. Oggi in Italia la usa il 15,7% delle piccole e medie imprese, contro il 53,1% delle grandi. Il ritardo si recupera imparando a usarla e facendo le domande giuste prima di firmare. L'obiettivo è semplice: che tra 5 anni la vostra impresa sia ancora vostra".

 “Nei prossimi cinque anni l’intelligenza artificiale cambierà profondamente il mondo delle imprese – ha sottolineato lo special advisor per l’IA di Confindustria Alberto Tripi - La questione non è più se adottarla, ma come inserirla nei processi e nell’organizzazione, mantenendo centrale il ruolo delle persone. Il Rapporto annuale Istat 2026 mostra che in due anni la quota di imprese che utilizzano almeno una tecnologia di intelligenza artificiale è più che triplicata, arrivando al 16,4%. E nelle PMI emerge una relazione significativa tra la disponibilità di personale qualificato e la propensione ad adottare l’IA. È un dato che indica una direzione precisa: perché l’intelligenza artificiale arrivi all’impresa nei prossimi cinque anni servono tecnologia, competenze e capacità di rivedere i processi. È su questo passaggio, dalla sperimentazione all’utilizzo concreto dell’IA, che le imprese devono concentrarsi oggi”.

Barbara Graffino, presidente del Digital Innovation Hub Piemonte e Valle d'Aosta ha aggiunto: “Nel 2027 celebreremo i dieci anni di attività del Digital Innovation Hub Piemonte e Valle d’Aosta, di cui da qualche mese sono presidente. Sono quasi 800 le imprese che hanno scelto di essere supportate dai nostri programmi, un risultato importante ma vogliamo ulteriormente accelerare, perché le nostre imprese sono molto avanti sulla digitalizzazione di base, meno sul resto. Uno dei principali problemi è infatti che non si comprende ancora come una tecnologia possa efficientare o impattare il loro business, ne consegue una bassa propensione a farsi coinvolgere, anche su temi centrali come intelligenza artificiale e cybersicurezza. Dobbiamo invertire questo sentiment, ed eventi come il Biella Digital Forum sono fondamentali in questo percorso”.

Alberto Mattiello, business futurist e autore del podcast "Scenari", ha affermato: "Stiamo vivendo un momento storico incredibile, in cui  tutto è "alla portata di prompt": l' Ai può leggere una mole enorme di dati, capirli e costruire nuovi modelli di ragionamento a partire da essi, senza il limite dei bias umani. Quali sono i passi che le imprese possono intraprendere per utilizzare in modo "sano" l'Ai? Una roadmap concreta per costruire l'impresa dei prossimi anni  prevede 5 step:  personal productivity,  team intelligence, processo transformation, ai powered business e value chain orchestration. La vera domanda è: in azienda, cosa voglio che non cambi mai e cosa, invece, non posso non cambiare? Per rispondere bisogna mettere al centro la cultura e l'identità aziendale, che restano "il filtro" per guardare al futuro".

Il summit si è concluso con la presentazione di una case history aziendale con Matteo Carucci, Head of Data & AI Platforms di Eutelsat, che ha condiviso un'esperienza concreta di applicazione dell'intelligenza artificiale nel contesto d'impresa, offrendo ai partecipanti spunti operativi e best practice: "L'integrazione dell'intelligenza artificiale in azienda è un percorso a tappe - ha spiegato Carucci -. Se il primo passo è accelerare la produttività quotidiana, l'obiettivo finale è il ridisegno dei processi attorno ad essa. Oggi il vero focus per le imprese è la "Process Augmentation": si tratta di applicare l'IA in modo mirato su flussi di lavoro già maturi e dotati di dati misurati e affidabili. Come abbiamo sperimentato, il segreto per il successo è individuare ambiti dove l'IA può sostituire attività manuali a basso valore, garantendo un'implementazione rapida, risultati di business misurabili e un ritorno sull'investimento tracciabile. È partendo da questi passi operativi concreti, iterando costantemente, che si costruisce l'azienda dei prossimi cinque anni".

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c.s.uib, s.zo.