ATTUALITÀ - 06 ottobre 2026, 17:40

Rsa, Cgil e Federconsumatori Piemonte contro la Regione: "Asl paghi a tutti metà retta. Pronti alle cause"

Questa mattina partire le lettere di diffida alle Aziende Sanitarie: gli sportelli del sindacato a disposizione per chi vuole fare causa.

Rsa, Cgil e Federconsumatori Piemonte contro la Regione: "Asl paghi a tutti metà retta. Pronti alle cause"

"Se la politica non è in grado di garantire la copertura della quota sanitaria del 50% delle rette Rsa, ci penserà la giustizia". È questo l'avviso lanciato alla Regione da Giorgio Airaudo, Segretario Generale della Cgil Piemonte, che insieme alla Federconsumatori Piemonte ha deciso di adottare una linea dura contro la giunta Cirio passando all'azione concreta.

In prima battuta questa mattina è partita la "lettera di diffida" a tutte le Asl della regione, nella quale si chiede di tenere conto solo della parte sanitaria per l'accesso ad una struttura. Attualmente quando si presenta domanda per ottenere un posto letto in una residenza vengono valutati due criteri: lo stato di salute dell'anziano e poi il reddito, tramite l'Isee.

L'unione di questi due fattori dà come punteggio totale 28. Il pensionato che ottiene che arriva a 22 punti viene classificato come urgente e quindi entro novanta giorni la Regione deve trovargli un posto. Tra 18 e 23 viene giudicato non urgente, quindi il limite temporale si alza ad un anno. Sotto i diciotto si viene considerati differibili. 

Le persone che attendono un posto in Rsa sono al momento 12mila. Nella nostra Regione ad oggi i posti letto sono 33.042, destinati ad arrivare nel 2027 a 35mila: addirittura Asti, Alessandria e Cuneo sono tra le prime province in Italia per posti letto. Questo vuol dire che non c'è un problema di accoglienza.  Le rette mensili variano da provincia a provincia. Nel Torinese si va da 2.700 euro a 4mila, mentre nel capoluogo sono addirittura più alte. A Novara, Cuneo e Alessandria i costi vanno da 2.200 a 3.200 euro, mentre ad Asti, Biella, Vercelli e VCO da 1.900 a 2.900 euro,

"Noi da mesi - ha chiarito Airaudo - lavoriamo sui problemi della sanità: la parte dell'assistenza ai non autosufficienti è quella più sofferente. Le famiglie fanno più fatica ad assumere un ruolo da protagonista perché spesso fatica di assistere un anziano a casa consuma tutte le loro energie". Ed il tema diventa sempre più emergente, considerando che il Piemonte è sempre più "vecchio" e i salari, così come le pensioni, valgono sempre meno in rapporto al costo della vita.

La richiesta della Cigl e Federconsumatori Piemonte è che alle persone, con una valutazione sanitaria superiore a 5, venga riconosciuta la copertura economica della quota sanitaria del 50%  carico dell'Asl.   "Abbiamo pensato - chiarisce il segretario - fosse il momento di dire basta: il diritto al pagamento di metà quota ai non autosufficienti è garantito dalla Costituzione". Oltre alla lettera alle Asl, la Cgil ha deciso di mettere a disposizione le proprie sedi a tutti coloro che sono in cerca di risposte per l'assistenza ai propri cari, ma anche le proprie competenze per chi volesse intentare una causa (sia individuale che collettiva) per ottenere il pagamento di metà retta. 

Lo step successivo è quello di una class action. "I Lea - chiarisce Luca Quagliotti, della CGIL Piemonte -sono già finanziati nella conferenza Stato-Regioni: i piemontesi non devono pagare il fatto che il Piemonte decide di essere silente con Roma rispetto ai fondi, dato che il Fondo Sanitario Nazionale non è finanziato a sufficienza". Ma per il sindacato i soldi sono nascosti anche nelle pieghe del bilancio regionale, a partire da alcune misure già contestate in passato come il fondo "Vita Nascente": i soldi per le associazioni "anti-abortiste" potrebbero quindi essere dirottate sulla non autosufficienza. 

Altro tema è quello delle re-internalizzazioni di personale, avvenuto nel caso dell'ospedale "Michele Ferrero" di Verduno oppure di Città della Salute. "Io mi aspetterei che la nostra Regione, - ha chiosato Airaudo - dello stesso colore politico di questo Governo fosse favorita nei trasferimenti, non che pagasse la cambiale".

"Ai nostri sportelli - ha spiegato Giovanni Prezioso della Federconsumatori Piemonte- vediamo arrivare sempre più persone con genitori ricoverati in Rsa che, per pagare le rette si sono venduti i bene di famiglia, oppure vanno dalla finanziaria a chiedere un prestito: questo mette in discussione tutta la famiglia. Una situazione grave che continua ad avvenire nel silenzio generale di una Regione , dove l'indebitamento per l'assistenza degli anziani sta diventando un problema enorme".

Cinzia Gatti (Torino Oggi)