Bologna, 19 settembre 2026 – Si chiude con un 7° posto nella Finale Italiana di Natural Bodybuilding l’avventura di Marco, protagonista di una stagione d’esordio intensa, impegnativa e ricca di soddisfazioni.
Dopo aver conquistato il 3° posto nelle qualifiche di Milano del 4 luglio, Marco ha affrontato la finale di Bologna con la consapevolezza di dover compiere un ulteriore passo avanti. Nei mesi che hanno separato le due competizioni, il lavoro è stato certosino: allenamento, preparazione e cura di ogni dettaglio sono stati indirizzati a migliorare la condizione fisica e la qualità della sua presentazione sul palco.
Il risultato è stato evidente: sul palco di Bologna sono emersi dettagli muscolari che nella precedente gara non erano ancora visibili, testimonianza concreta dei progressi compiuti in pochi mesi.
Una finale di altissimo livello
La competizione si è rivelata particolarmente difficile. Il livello degli atleti in gara era molto alto e gli atleti più veterani hanno saputo presentarsi sul palco con condizioni fisiche e una maturità agonistica di grande rilievo.
Per Marco, alla sua prima esperienza in una finale italiana, si trattava quindi di un confronto importante anche per misurarsi con atleti dotati di una maggiore esperienza competitiva.
Ma l'obiettivo non era soltanto il risultato finale.
«Come esordiente sapevo che sarebbe stata una gara di livello superiore alla mia attuale condizione, per poter sperare di andare a podio, ma ho voluto vivere l’esperienza fino in fondo e dare il massimo. Ho così avuto modo di migliorare il mio posing, la mia presenza sul palco e sono entusiasta della coreografia di pose che ho presentato, distinguendomi dalla moltitudine di atleti che non dedica spazio a migliorare questo aspetto».
Ed è proprio il posing uno degli aspetti sui quali Marco ha investito maggiormente durante questa stagione.
Nel Natural Bodybuilding, infatti, non conta soltanto la condizione fisica raggiunta, ma anche la capacità di comunicarla sul palco: postura, transizioni, controllo del corpo, presenza scenica e costruzione della propria routine possono contribuire a valorizzare il lavoro svolto durante mesi di preparazione.
Marco ha scelto di dedicare particolare attenzione a questo aspetto, costruendo una vera e propria coreografia di pose, con l'obiettivo di presentarsi sul palco in modo personale e riconoscibile.
Il bilancio del preparatore Paolo Garizio
Soddisfatto del percorso è anche Paolo Garizio, preparatore di Marco, che guarda soprattutto alla prospettiva futura.
«Sono orgoglioso di quello che Marco ha fatto in questo suo primo anno di gare. Ha dimostrato grande disponibilità al lavoro, capacità di ascoltare e soprattutto la volontà di migliorare ogni dettaglio. Il settimo posto di Bologna rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. Ora serviranno 2-3 anni di allenamento ben strutturato per costruire il prossimo importante balzo in avanti e poter puntare a obiettivi ancora più ambiziosi».
Una dichiarazione che fotografa bene la filosofia con cui è stato affrontato questo primo anno agonistico: non inseguire semplicemente il risultato immediato, ma costruire nel tempo l'atleta.
Il 7° posto ottenuto a Bologna diventa così la conclusione di una stagione e, allo stesso tempo, l'inizio di un nuovo percorso.
Una squadra dietro ogni atleta
A rendere ancora più speciale questa esperienza è stato il sostegno delle persone che hanno accompagnato Marco durante tutta la preparazione.
A partire dalla sua famiglia: la moglie Sara, il papà Roberto, la mamma Marina, il fratello Daniele e la compagna Greta, presenti e vicini a Marco durante questi mesi particolarmente impegnativi.
Un ringraziamento va inoltre a tutto lo staff e ai tesserati di Hero Club di Biella, che hanno seguito e sostenuto il suo percorso.
Per Marco si chiude quindi una prima stagione agonistica con un 3° posto nella qualificazione di Milano e un 7° posto nella Finale Italiana di Bologna, ma soprattutto con la consapevolezza di aver fatto un importante passo avanti.
Il palco di Bologna ha mostrato ciò che oggi è Marco.
I prossimi anni serviranno a costruire ciò che potrà diventare.