Music Cafè - 22 settembre 2026, 10:00

L'Oropa Music Festival apre le porte a tutti: la quarta edizione sarà interamente gratuita

Dal 24 al 27 settembre quattro concerti tra il Santuario, Città Studi, Palazzo Gromo Losa e il Lanificio Maurizio Sella. Arrivano la violista Jimin Jang, borsista della Karajan Akademie dei Berliner Philharmoniker, e il Duo Inara; per la prima volta il festival divide una serata con ContemporaneA.

L'Oropa Music Festival apre le porte a tutti: la quarta edizione sarà interamente gratuita

La quarta edizione dell’Oropa Music Festival si presenta con una scelta che pesa quanto il cartellone: dal 24 al 27 settembre tutti i concerti saranno a ingresso libero e gratuito, con la sola prenotazione obbligatoria del posto.

Quattro concerti principali, un programma dedicato alle scuole biellesi, una stagione OFF che va da giugno a settembre, quattro sedi diverse. Il festival è organizzato dalla Peace Orchestra Project Foundation, che ha sede a Biella, ed è diretto da Federico Gad Crema, pianista biellese che dalla stessa associazione ha fatto nascere nel 2023 la Peace Orchestra Project.

Quattro giorni, quattro luoghi, quattro esperienze da vivere attraverso la musica

Giovedì 24, Santuario di Oropa. Si comincia alle 21 nella Basilica Antica con il Grand Opening Concert, tre epoche europee in un’unica serata. Apre la Romanza in fa maggiore op. 85 di Max Bruch, pagina di lirismo disteso in cui solista e orchestra intrecciano un dialogo melodico continuo, affidata alla violista sudcoreana Jimin Jang, borsista della Karajan Akademie dei Berliner Philharmoniker e allieva della Hochschule Hanns Eisler di Berlino. Segue il Concerto per flauto in re minore Wq 22 di Carl Philipp Emanuel Bach, con il solista italiano Flavio Serafini: dinamismo, virtuosismo e improvvisi cambi di registro segnano qui il passaggio dal rigore barocco alla nuova espressività del classicismo viennese. Chiude una selezione dalla Holberg Suite op. 40 di Grieg (Prelude, Air, Rigaudon), antiche danze francesi del Settecento filtrate attraverso la sensibilità armonica del compositore norvegese. In orchestra la Peace Orchestra Project, diretta dal Maestro Crema.

Venerdì 25, Città Studi. Alle 20, all’Auditorium, “Mozart e Silvestrov: la storia di un ricordo” costruisce un percorso sulla memoria musicale. Si parte dalle atmosfere rarefatte di The Messenger di Valentin Silvestrov, dove frammenti di melodie mozartiane riaffiorano dal silenzio come ricordi lontani, e si torna alla fonte con l’aria da concerto “Ch’io mi scordi di te?” K 505, per soprano e pianoforte obbligato, nel dialogo tra la voce di Angelica Antonini e il pianoforte di Federico Gad Crema, che nella stessa serata dirige anche l’orchestra. Il finale è un cambio di clima netto: la Sinfonia in mi minore Hob. I/44 di Haydn, la “Trauersinfonie”, capolavoro del periodo Sturm und Drang che abbandona la luce neoclassica per una tensione drammatica continua.

Nella stessa giornata, dalle 10 alle 13, sempre a Città Studi, va in scena OMF Scuola, al terzo anno e inserito quest’anno nella collaborazione con Unight, la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, che mette in rete Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino e Città Studi Biella. Il laboratorio è riservato alle scuole del territorio ed è gratuito.

Sabato 26, Palazzo Gromo Losa. All’esterno dell’Auditorium arriva “Dialoghi in Contemporanea”, serata costruita insieme al Festival ContemporaneA curato da Irene Finiguerra. Protagoniste la violoncellista svizzera Lena Angelina von Almen e la violista Jimin Jang, in un percorso che accosta Gaspar Cassadó, Ernest Bloch, Bach e Hindemith, con le esecuzioni inframezzate da letture a sorpresa scelte da Finiguerra. Dalla Suite per violoncello solo di Cassadó, che intreccia influenze iberiche in un linguaggio dal forte carattere rapsodico, si arriva alla “Prayer” da From Jewish Life di Bloch, meditazione intima che chiude il mosaico. È un passaggio importante sul piano culturale: due rassegne biellesi che invece di sovrapporsi si dividono una serata e portano nel festival un repertorio nuovo.

Domenica 27, Lanificio Maurizio Sella. Alle 18 il Grand Closing Gala. Suona il Duo Inara, formato dalle pianiste slovene Ina Krajnc e Klara Lužnik, con l’Allegro in la minore D 947 “Lebensstürme” di Schubert, affresco di intensità psicologica in cui le esplosioni drammatiche si alternano a oasi di lirismo, e una selezione dal Sogno di una notte di mezza estate op. 61 di Mendelssohn, dove il pianoforte a quattro mani si trasforma in un’orchestra in miniatura. La serata nasce dalla collaborazione con Fondazione Sella e ospita la preview della mostra “PIETRA. Il tempo scolpito”, prodotta dalla Fondazione e curata da Arte Attiva. A completare il gala, un percorso tra le produzioni enogastronomiche piemontesi curato da Mosca1916 e una degustazione affidata ad Alpes D’Oc Morinesio, nuovo partner di quest’anno, che condivide lo spazio con Tenute Sella.

Un festival che si sta allargando

I quattro giorni di settembre sono la parte visibile di un calendario molto più lungo. La stagione OFF si è aperta il 6 giugno con “Nel Mondo a Venire”, realizzato da Stractegy e Sellalab, ed è proseguita il 17 luglio in Piazza Duomo, nell’ambito di Biella Estate 2026. Per il terzo anno consecutivo è tornato anche “Soul of the Mountain”, il ciclo che porta la musica classica nei rifugi alpini insieme al Club Alpino Italiano, sezione di Biella: quest’estate al Rifugio Vittorio Sella, al Rivetti e al Coda.

In quota è stato suonato anche il “Violino del mare”, costruito dai detenuti del carcere di Opera con il legno recuperato dai barconi dei migranti approdati a Lampedusa: uno strumento che dice, meglio di molte dichiarazioni, da dove nasce questo progetto.

La rete che sostiene il Festival

L’edizione 2026 è realizzata con il contributo di Banca Patrimoni Sella e della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, nell’ambito del bando CulturHUB, e con il sostegno del Comune di Biella, della Provincia di Biella e del Consiglio Regionale del Piemonte. La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha attribuito un riconoscimento speciale, assegnato al festival per il coinvolgimento di giovani nell’assetto organizzativo e in quello artistico under30.

Intorno al festival si muove una rete che comprende il Santuario di Oropa, Città Studi Biella, Fondazione Sella, Arte Attiva, il FAI sezione di Biella, Bi-Box APS e l’Ufficio Scolastico Territoriale. Sul fronte tecnico, oltre a Mosca1916, Tenute Sella e Alpes D’Oc Morinesio, torna il Gruppo Nuova Assauto come partner ufficiale per la mobilità sostenibile, con la fornitura di veicoli elettrici per gli spostamenti degli artisti e dell’orchestra.

“Il premio di merito che ci è stato riconosciuto nell’ambito del bando CulturHUB ha un valore che trascende il supporto economico: è la certificazione del lavoro che svolgiamo quotidianamente per coinvolgere giovani talenti”, spiega il direttore artistico della Peace Orchestra Project Foundation, Maestro Federico Gad Crema.

“In questi anni abbiamo consolidato una rete di partner istituzionali e realtà d’eccellenza, fondamentale per la crescita del progetto”, osserva Giulio Emanuele Crema, co-organizzatore del festival, che indica come obiettivo un modello culturale sempre più partecipato e radicato nella comunità biellese.

L’ingresso è gratuito per tutti gli appuntamenti, ma il posto va prenotato sulla piattaforma Eventbrite. Programma completo e aggiornamenti sul sito oropamusicfestival.com.

C.S. Oropa Music Festival, G. Ch.