“Un grande e sentito ringraziamento a tutti. La giornata vissuta insieme ai volontari, agli amici e ai sostenitori di Sci-Abile ha confermato ancora una volta quanto la vicinanza e l’energia condivisa possano trasformarsi in un motore straordinario per il progetto e i suoi ragazzi”. Queste le prime parole dei partecipanti al pranzo sociale, andato in scena sabato scorso, 19 settembre, presso l’Agriturismo Mazzucchetti di Sagliano Micca. Un’iniziativa promossa dal progetto Montagna Senza Barriere – Sci-Abile, che da anni si impegna per rendere la montagna accessibile a tutti
“Partecipare, esserci, dedicare tempo e cuore: ogni gesto ha contribuito a creare un clima di autentica partecipazione, capace di infondere nuova motivazione e rinnovato entusiasmo nel percorso che l’associazione porta avanti con convinzione – si legge nella nota - Sci-Abile è una squadra. Una squadra di ‘belve’, come amano definirsi i volontari: persone sensibili, appassionate, generose, capaci di rendere ogni occasione qualcosa di concreto, coinvolgente e significativo per i giovani atleti che partecipano alle attività. È grazie a questa rete di presenza e sostegno che l’associazione può continuare a crescere, esistere e garantire esperienze sportive e sociali di valore. La generosità dimostrata, la disponibilità costante e la capacità di esserci rappresentano per Sci-Abile un patrimonio inestimabile. Ogni contributo, piccolo o grande, diventa un tassello fondamentale per permettere ai ragazzi e alle ragazze di vivere momenti di sport, inclusione e gioia”.
È stata anche un’occasione per sostenere un progetto che abbatte le barriere e celebra la bellezza della montagna biellese come spazio di libertà e condivisione. “Ogni vostro gesto riveste un valore immenso - sottolineano i volontari - Sci-Abile vive grazie a voi, alla vostra fiducia e alla vostra presenza. Per questo, il nostro grazie è davvero di cuore. Un ringraziamento che non è solo una parola, ma un abbraccio collettivo che racconta la forza di una comunità unita, capace di fare la differenza”.