ECONOMIA - 20 settembre 2026, 06:50

Finanza, due nuovi ETF tematici su Borsa Italiana

Dalla tecnologia dei droni alla rinascita delle infrastrutture ucraine: due nuovi strumenti che guardano alle opportunità del futuro

Finanza, due nuovi ETF tematici su Borsa Italiana

Sovente i lettori chiedono informazioni su nuovi strumenti di investimento che vengono quotati sui mercati finanziari. Negli ultimi anni il mondo degli ETF si è infatti ampliato notevolmente: accanto ai classici strumenti che replicano grandi indici azionari globali, sono nati numerosi ETF tematici che permettono agli investitori di puntare su specifici settori o trend di lungo periodo.

È importante però ricordare che un ETF tematico non rappresenta necessariamente un investimento “migliore” rispetto a un ETF più diversificato: spesso si tratta di strumenti caratterizzati da una maggiore concentrazione e quindi da una volatilità potenzialmente più elevata.

Possono però essere interessanti per chi vuole dedicare una piccola parte del proprio portafoglio a temi ritenuti strategici per il futuro.

In questo articolo analizziamo due ETF di recente emissione quotati su Borsa Italiana, entrambi sviluppati da HANetf, che puntano su due tematiche molto diverse tra loro: il settore dei droni e la possibile ricostruzione dell’Ucraina al termine del conflitto.

HANetf Drone UCITS ETF: investire sulla crescita dei droni - IE0003XW12I8

Tra le nuove proposte arrivate sul mercato troviamo l’HANetf Drone UCITS ETF, un ETF che replica l’indice VettaFi Drones UCITS Index.

L’obiettivo dello strumento è investire in società che potrebbero beneficiare della crescente diffusione dei veicoli aerei senza pilota, ovvero i droni, utilizzati in ambito militare, civile e commerciale.

Il settore dei droni negli ultimi anni ha assunto un’importanza crescente: oltre all’impiego nella difesa, queste tecnologie stanno trovando applicazioni nella logistica, nelle infrastrutture, nella sicurezza e in numerosi ambiti industriali.

Le aziende presenti nell’indice operano principalmente nello sviluppo di droni, software per l’autonomia dei sistemi, tecnologie di navigazione e sensori.

La selezione dei titoli avviene cercando di privilegiare società definite “pure-play”, cioè aziende fortemente focalizzate sul tema dei droni e delle tecnologie collegate. Per entrare nell’indice, almeno il 50% dei ricavi deve provenire da attività legate ai droni o a tecnologie abilitanti.

Almeno l’80% del portafoglio deve essere composto da società specializzate direttamente nel settore, mentre il restante 20% può includere aziende più diversificate appartenenti al comparto della difesa e dell’aerospazio.

Dal punto di vista settoriale il paniere risulta quindi fortemente concentrato sul comparto industriale, che rappresenta circa l’85% dell’indice, mentre la componente tecnologica pesa per circa il 15%.

Anche la distribuzione geografica evidenzia una forte esposizione agli Stati Uniti, che rappresentano circa l’80% del portafoglio, mentre la Cina pesa per circa il 13%.

Un elemento da tenere in considerazione riguarda la concentrazione: i primi dieci titoli presenti nell’indice rappresentano oltre l’85% del valore complessivo. Questo significa che la performance dell’ETF sarà fortemente influenzata dall’andamento di un numero ristretto di società.

L’ETF ad oggi ha 32 titoli in paniere, opera ad accumulazione dei proventi (reinveste direttamente al suo interno eventuali dividendi, senza distribuirli agli investitori) ed ha un TER (costo annuo di detenzione) pari allo 0,69%.

La data di lancio risale al 5 marzo 2026.

Primi 10 titoli dell’ETF HANetf Drone UCITS ETF

HANetf Ukraine Reconstruction UCITS ETF: puntare sulla ricostruzione futura - IE000R8PO127

Il secondo ETF analizzato è l’HANetf Ukraine Reconstruction UCITS ETF, disponibile su Borsa Italiana dal 12 marzo 2026.

Lo strumento replica l’indice VettaFi Ukraine Reconstruction Index, composto da società che potrebbero beneficiare dei futuri investimenti necessari per la ricostruzione dell’Ucraina una volta terminato il conflitto con la Russia.

Il tema della ricostruzione sarà inevitabilmente legato a ingenti investimenti nelle infrastrutture del Paese. Per questo motivo l’indice comprende aziende attive principalmente nei settori delle infrastrutture energetiche e dei trasporti, dell’elettricità e della difesa.

Per essere incluse nel paniere, le società devono rispettare determinati requisiti dimensionali: la capitalizzazione minima richiesta è pari a 100 milioni di dollari, mentre per le aziende ucraine la soglia viene ridotta a 50 milioni di dollari.

A differenza dell’ETF sui droni, il portafoglio presenta una maggiore diversificazione geografica. La componente europea rappresenta la parte predominante dell’investimento, affiancata però da una significativa presenza statunitense, pari a circa il 27%.

Anche in questo caso il settore industriale assume un ruolo centrale, rappresentando circa l’85% dell’indice.

Tuttavia, il livello di concentrazione risulta inferiore rispetto all’ETF sui droni: i primi dieci titoli incidono complessivamente per circa il 45% della performance del paniere.

L’ETF ad oggi ha 50 titoli in paniere, opera ad accumulazione dei proventi ed ha un TER dello 0,65%.

Primi 10 titoli dell’ETF HANetf Ukraine Reconstruction UCITS ETF

Due strumenti interessanti, ma da utilizzare con cognizione

Entrambi gli ETF analizzati hanno una caratteristica comune: investono su temi molto specifici che potrebbero beneficiare di importanti trasformazioni future.

Il settore dei droni rappresenta una delle aree tecnologiche e industriali con maggiori prospettive di sviluppo, mentre la ricostruzione dell’Ucraina potrebbe aprire opportunità significative per molte aziende coinvolte nelle infrastrutture.

Allo stesso tempo, però, è fondamentale ricordare che gli ETF tematici non sostituiscono la funzione di un portafoglio diversificato. La concentrazione su pochi settori, Paesi o società può generare oscillazioni molto elevate e rendere l’investimento più rischioso rispetto ai tradizionali ETF globali.

Come sempre, la domanda corretta non è solo “questo settore crescerà?”, ma anche “quanto spazio deve avere all’interno del mio portafoglio rispetto ai miei obiettivi, al mio orizzonte temporale e alla mia capacità di sopportare eventuali perdite temporanee?”.

Un ETF dedicato ai droni, alla ricostruzione di un Paese o a qualsiasi altro tema di forte crescita può sicuramente rappresentare un’opportunità interessante, ma difficilmente dovrebbe diventare il cuore di un portafoglio familiare.

Il ruolo principale di un portafoglio ben costruito rimane quello di essere solido, diversificato e coerente con gli obiettivi dell’investitore.

Gli strumenti tematici possono eventualmente trovare spazio come componente “satellite”, cioè come una piccola parte destinata a cogliere specifiche opportunità di mercato, senza però compromettere l’equilibrio complessivo dell’investimento.

La vera domanda quindi non dovrebbe essere “qual è il settore del futuro?”, perché individuare il prossimo grande vincitore è estremamente difficile anche per gli investitori più esperti.

La domanda più importante è invece: “quanto rischio posso permettermi di assumere per raggiungere i miei obiettivi finanziari?”.

Ed è proprio da questa analisi, prima ancora della scelta del singolo strumento, che dovrebbe partire ogni decisione di investimento.

Avete domande o curiosità? Potete scriverle alla redazione del giornale oppure tra i commenti su Facebook

Andrea Fabbris – Consulente Finanziario Indipendente

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Andrea Fabbris – Consulente Finanziario Indipendente