Negli spazi ex-industriali del Lanificio Picco a Veglio prosegue, Venerdì 18, Sabato 19 e Domenica 20 Settembre, con gli ultimi tre appuntamenti, il viaggio nella storia del tessile biellese attraverso quella della famiglia Picco.
Scritto da Danilo Craveia e interpretato dagli attori della compagnia Teatrando, “Dall’alto di una ciminiera” si sviluppa in sette scene, che prendono vita all’interno e all’esterno dell’ampio complesso che, seppur abbandonato da tempo, conserva elementi, soprattutto architettonici, di sorprendente imponenza e raffinatezza: colonne negli ampi saloni, coperture a shed, vetrate, abbaini e quell’altissima ciminiera su cui ancora si legge la scritta “Picco”.
L’azienda, fondata nel 1883 da Giovanni Battista Picco, rimase in attività fino agli Anni 50 del Novecento. Proprio nel 1950 inizia il viaggio nel passato rievocato nello spettacolo. È un’anziana signora, che ha visto l’azienda al suo apice, a raccontarne l’origine: la costruzione della fabbrica nel punto d’incontro tra i torrenti Strona e Cavaglione, dove sorgeva un mulino, per volontà di Giovanni Battista Picco detto Mandello, maestro nel finissaggio delle stoffe. Nella seconda scena, ambientata nel 1900, s’incontra proprio il “Mandello”, in dialogo con Giovanni Barberis, il suo socio. I due ricordano l’incendio che sette anni prima aveva distrutto parte dello stabilimento che accoglieva anche altre fasi della produzione tessile, tutte portate avanti da cooperative di operai che affittavano gli spazi del Picco. Si passa quindi al 1929, anno della morte di Secondino Picco, uno dei tre figli di Giovanni Battista, che guidava l’azienda dal 1901. È il momento del passaggio della gestione ai nipoti del fondatore: Guido e Sirio, che discutono del loro futuro e di quello dell’azienda con le sorelle Ebe, Livia e Netta. Dalla piccola valle dello Strona i Picco mandavano i loro tessuti in tutto il mondo, come si ricorda nella scena successiva, ambientata nel 1949. Due disegnatori, sfogliando un taccuino trovato in archivio, scoprono articoli, ordini e commesse destinate un po’ a tutto il mondo, dal Centro America al Medio Oriente. Proseguendo nel percorso cronologico si arriva a una scena ambientata negli Anni 90, che evoca però gli storici scioperi delle tessitrici nel 1943, quelli che portarono alla stipula del celebre “Patto della montagna”. Nella scena successiva si ricorda anche la terribile alluvione del 1968, che segnò profondamente la valle e non risparmiò il complesso industriale del Picco, che aveva cessato la sua produzione ma accoglieva altre attività. Il percorso si conclude nel presente, invitando a riflettere sulle particolarità e sui possibili riutilizzi della struttura che, uscita dall’ambito produttivo, può entrare in quello culturale, commerciale, residenziale.
Proprio in questi spazi, che continuano ad affascinare con le loro sorprendenti peculiarità, il teatro rievoca le storie che vi si svolsero.
“Lo stabilimento è estremamente suggestivo – commenta Paolo Zanone - e il nostro compito è di valorizzarlo con le scene e con un’adeguata illuminazione che, nelle repliche serali, rende spettacolare anche il transito dall’una all’altra. Il nostro gioco sarà inoltre di far perdere l’orientamento al pubblico, che si ritroverà a vagare tra questi spazi, scoprendoli o scorgendoli, da cima a fondo. Il fascino del luogo è il valore aggiunto dello spettacolo. Non è solo teatro che racconta una vicenda, è un’esperienza che genera sensazioni”.
Il percorso dello spettacolo permette anche di vedere parte della mostra “Memories – Volti e racconti delle fabbriche” che presenta, attraverso fotografie e video-interviste, i ricordi di ex lavoratori, famiglie e abitanti della Valle Strona, legati alle fabbriche e alla tradizione tessile del territorio.
L’ingresso avviene a gruppi ogni 20 minuti: venerdì e sabato dalle 20.30 alle 21.30, domenica dalle 15.30 alle 16.30. Lo spettacolo dura complessivamente un paio d’ore. Solo info WhatsApp: 331.7473960.
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con l’Associazione Lanificio Picco 1883 ed è sostenuto dal Bando CulturHub della Fondazione Crb.
SCENE E INTERPRETI
“Paesaggio”: Veronica Rocca
“Fondazione e avvio dell’attività”: Alfredo Barausse e Paolo Zanone
“La famiglia”: Laura Antoniotti, Stefano Garbaccio, Novella Ghiotti, Stefania Lazzarini, Claudio Nicolai
“I tessuti Picco dal Costarica a Teheran”: Gabriele Firenze e Mattia Pecchio
“Lavoratori in sciopero nel ‘43”: Rosalba Contaldo, Fiorella D’Ostuni, Luisella Gracis, Artemisia Loro Piana, Lia Lupino, Carlos Solimena
“Alluvione”: Frank Juch e Annalisa Zini
“Architettura”: Sofia Parola e Simona Romagnoli
Narratori (in ordine di apparizione): Tatiana Cazzaro, Mariella Moschetto, Lorenzo Monteleone, Edoardo Ramasco, Adele Fioravera, Enrico Manfredo, Chiara Borghesi (o Frankino Bertuzzi).
Regia: Veronica Rocca e Paolo Zanone, con l’aiuto di Frank Juch
Allestimento tecnico: Mario Chiamenti