È andata in scena lunedì 14 settembre la terza partita di allenamento di Su Nuraghe-Pizza Flash, impegnata in un confronto sempre più intenso sulla strada che conduce al nuovo campionato provinciale. Di fronte, FC Zen, formazione organizzata da Luigi Frassanito e capitanata da Saverio Galleran, che porta nelle proprie insegne l’aquila reale, Aquila chrysaetos, simbolo di forza, determinazione e capacità di librarsi oltre gli ostacoli.
La squadra, vincitrice del Girone B del campionato provinciale 2025-2026, organizzato da Ricreativo Calcio Biella in collaborazione con ASC – Attività Sportive Confederate, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI e presieduto da Pino Lopez, è scesa in campo con l'autorevolezza di chi conosce il valore della competizione e il peso dell'esperienza maturata sul terreno di gioco. E l'aquila, almeno nelle battute iniziali, ha preso il volo. FC Zen ha imposto ritmo, intensità e ordine tattico, dominando buona parte del primo tempo e mettendo sotto pressione i Quattro Mori. Quattro reti consecutive hanno scavato un solco apparentemente profondo, facendo sembrare lontano il traguardo per Su Nuraghe-Pizza Flash.
Ma proprio quando una partita sembra prendere una direzione irreversibile, il calcio rivela una delle sue lezioni più importanti: nulla è davvero deciso finché il pallone continua a rotolare. La formazione rosso-blu ha cambiato passo, ritrovando energie, lucidità e compattezza. Le gambe hanno risposto alla preparazione atletica, le distanze tra i reparti si sono accorciate, le ripartenze sono diventate più rapide e il gioco ha acquistato progressivamente profondità. Dopo le prime quattro reti, FC Zen è riuscita a trovare soltanto un'altra marcatura, mentre Su Nuraghe-Pizza Flash ha costruito una rimonta autorevole fino al definitivo 9-5. Non soltanto un risultato, dunque, ma un test significativo sulla capacità di una squadra nuova di reagire alla difficoltà, correggere gli errori e trasformare la fatica in energia collettiva.
A difendere la porta e a indossare la fascia di capitano dei Quattro Mori è stato Pietro Pitarresi, punto di riferimento tra i pali e dentro il gruppo. La squadra è stata diretta da Gaspare Carmona e Simone Osiliero, con Andrea Savoi e Damiano Platini a completare lo staff tecnico. Prezioso anche il contributo di Silvio Burato, impegnato nell'assistenza tecnica, medica e nel supporto logistico dalla panchina, insieme al massaggiatore Filippo Gugliotta: una presenza discreta ma essenziale, perché dietro ogni prestazione atletica ci sono attenzione, cura e professionalità.
Sul terreno di gioco, il tabellino ha premiato il lavoro collettivo. Marco Gozzi ha firmato una rete, Gianluca Cavalli ne ha realizzate due, mentre Riccardo Mancin e Tommaso Veimaro hanno completato il bottino con una tripletta ciascuno. Nove reti costruite attraverso movimenti, accelerazioni, assist e capacità di occupare gli spazi. Nove volte il pallone ha trovato la strada della rete, ma dietro ogni gol ci sono anche corse senza palla, contrasti, coperture, diagonali e sacrificio.
Dall'altra parte, l'aquila di FC Zen non ha mai smesso di combattere. Dopo il poker iniziale, la formazione guidata da Frassanito ha aggiunto una quinta marcatura, con Alessandro Curelli e Maurizio Giunta a iscrivere il proprio nome sul tabellino e la splendida tripletta di Gaetano Di Francesco, giocatore di punta della formazione. Cinque gol che raccontano una squadra capace di mettere in difficoltà gli avversari e di mantenere vivo il confronto fino alla conclusione.
Il valore di queste partite di preparazione, tuttavia, non si misura soltanto attraverso il risultato finale. Su Nuraghe ha da tempo scelto di considerare il calcio come qualcosa di più di una semplice competizione. Il “progetto sportivo giovani” legato al Circolo Culturale Sardo di Biella nasce anche come spazio di incontro, responsabilità, rispetto delle regole e crescita. Una concezione nella quale la preparazione atletica si accompagna alla formazione della persona.
Sul campo si impara a correre, ma anche ad aspettare. A cercare il compagno, ma anche a riconoscere l'errore. A difendere una porta, ma soprattutto a proteggere il gruppo. A vincere senza umiliare e a perdere senza arrendersi. È in questi gesti apparentemente semplici che lo sport sedimenta saggezza.
La partita di lunedì lo ha dimostrato ancora una volta: sotto di quattro reti, Su Nuraghe-Pizza Flash non ha scelto la strada più facile, quella della rassegnazione. Ha scelto di ricominciare. Di correre ancora. Di riorganizzarsi. Di ascoltare le indicazioni dalla panchina. Di fidarsi del compagno. È questa la vera palestra di vita: comprendere che una difficoltà non è necessariamente una sconfitta e che anche un errore può diventare il punto dal quale ripartire. La nuova formazione, nata dall'incontro tra Su Nuraghe Calcio Biella e Pizza Flash, sta imparando proprio questo: non basta sommare individualità per costruire una squadra. Occorre trasformare esperienze diverse in una forza comune, costruire intese, affinare automatismi e imparare a leggere insieme la partita.
Tre partite di allenamento, dunque, tre occasioni per conoscersi e misurarsi. Ogni incontro aggiunge qualcosa: una certezza, un errore da correggere, un movimento da perfezionare, una nuova intesa. Il campionato è ormai vicino e il tempo della preparazione diventa sempre più prezioso. La condizione atletica dovrà crescere, così come la velocità di esecuzione, la precisione dei passaggi e la capacità di mantenere concentrazione e ordine nei momenti più difficili. Perché alla fine sarà ancora una volta il campo a parlare.
Parlerà nella velocità di una ripartenza, nella precisione di un passaggio, nella copertura di uno spazio, nel sacrificio di un giocatore che corre per il compagno, nella parata di un portiere. Parlerà soprattutto nella capacità di rialzarsi dopo un errore, ritrovare la posizione e riprendere immediatamente il gioco. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 21 settembre, alle 21, sul rinnovato campo di San Biagio, a Biella, in via Fratelli Carlo e Nello Rosselli, dove Su Nuraghe-Pizza Flash incontrerà il Portula.
Un'altra partita. Un'altra verifica. Un altro passo. E mentre il campionato si avvicina, i Quattro Mori continuano a costruire, corsa dopo corsa, passaggio dopo passaggio, quella che forse è la vittoria più importante: imparare a crescere insieme.