Nel I semestre del 2026 il Piemonte ha registrato un valore delle merci esportate pari a 32,8 miliardi di euro, dato in crescita del 6,0% rispetto all’analogo periodo del 2025. In un contesto macroeconomico globale ancora segnato da elevata incertezza geopolitica e da un rallentamento della domanda in alcuni mercati chiave, il tessuto produttivo regionale ha saputo superare la media nazionale, facendo perno sulla vocazione manifatturiera e su filiere ad alto valore aggiunto.
L’espansione delle vendite oltreconfine è stata il frutto di un aumento del 2,8% segnato già nel primo trimestre, seguito da una crescita più intensa nel periodo aprile-giugno 2026 (+8,6%). Nello stesso periodo il valore delle merci importate è stato pari a 25,0 miliardi di euro, il 4,6% in più rispetto al semestre gennaio-giugno 2025, portando il saldo della bilancia commerciale a +7,9 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 6,7 dell’anno prima.
“Il +6% registrato dall’export piemontese è un risultato straordinario che va ben oltre i numeri: significa superare nettamente la media nazionale, riaffermare la capacità d'innovazione del nostro tessuto produttivo e posizionare il Piemonte come vera locomotiva dell'economia italiana nel mondo - commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte -. Presidiare i contesti internazionali non è un’opzione, ma la chiave di volta per garantire competitività, occupazione e sviluppo al nostro territorio. Un successo che nasce da una regia condivisa: il Sistema camerale piemontese al fianco della Regione Piemonte, avvalendosi di Ceipiemonte come motore operativo, per offrire alle nostre imprese strumenti concreti, competenze e la spinta necessaria a conquistare e guidare i mercati globali".
Nel primo semestre del 2026, l’export italiano ha registrato una solida crescita in valore del +4,5%, sostenuta da dinamiche territoriali ampiamente positive, ma disomogenee: le performance più brillanti si concentrano nel Centro (+11,9%) e nelle Isole (+8,8%), mentre il Nord-Ovest (+4,3%) si attesta in linea con la media nazionale, precedendo il Sud (+3,8%) e il Nord-Est (+1,9%).
Nel periodo in esame, la crescita tendenziale dell’export è stata trainata dalle maggiori vendite della Toscana e delle grandi regioni del Nord. In particolare, Toscana e Lombardia hanno fornito gli impulsi positivi maggiori. All’opposto, Lazio e Friuli-Venezia Giulia hanno apportato i contributi negativi più ampi.
Nel panorama del commercio estero delle principali regioni esportatrici italiane - che da sole generano circa i tre quarti delle vendite nazionali oltre confine - il Piemonte si distingue per un'ottima dinamica di crescita nel primo semestre 2026. Con un incremento del +6,0% e un valore delle esportazioni che supera i 32,8 miliardi di euro (pari al 9,7% del totale nazionale), la regione registra il secondo miglior tasso di variazione tra i grandi territori produttivi, posizionandosi dietro solo al balzo eccezionale della Toscana (+23,8%; 43,7 miliardi).
Il ritmo di sviluppo piemontese supera nettamente quello della Lombardia (+3,5%, che si conferma prima regione con 85,9 miliardi e una quota del 25,5%), del Veneto (+4,1%; 41,7 miliardi) e dell'Emilia-Romagna (+3,0%; 43,9 miliardi), evidenziando una spinta competitiva superiore rispetto ai principali motori manifatturieri del Nord Italia.
Esportazioni piemontesi per principali prodotti (dati in euro)
Nel primo semestre del 2026, il comparto dei mezzi di trasporto si riconferma primo settore dell'export piemontese, incidendo per il 21,0% sul totale regionale e registrando un incremento del 6,0%. Al suo interno si evidenziano dinamiche divergenti: la crescita complessiva è trainata dal forte recupero degli autoveicoli (+18,4%) e dalla stabilità positiva della componentistica (parti e accessori +4,3%), a fronte di un netto calo del comparto aerospaziale (-32,2%).
La meccanica, secondo settore per incidenza (16,2%), mostra invece una lieve flessione dello 0,9%. A sostenere le vendite estere della regione sono soprattutto l'alimentare, che sale al terzo posto col 15,4% della quota totale grazie a un'espansione del +12,7%, e il settore tessile, abbigliamento e accessori (+9,1%, quota del 7,9%). Risultati ampiamente positivi si registrano anche per i metalli e prodotti in metallo (+9,9%), la chimica (+4,0%) e la gomma-plastica (+2,9%).
L’analisi dell’export piemontese nel primo semestre del 2026 evidenzia un andamento positivo sia verso i mercati dell’Unione Europea sia verso i partner extra-comunitari, seppur con differenti velocità di crescita. Nel dettaglio, le vendite destinate all’area Ue-27, che rappresentano il 61,4% del totale regionale, crescono del 7,2% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Parallelamente, le esportazioni verso i Paesi extra-UE (pari al restante 38,6%) registrano una progressione tendenziale del 4,1%.
All’interno dei confini comunitari, Francia e Germania si confermano i principali sbocchi per le merci piemontesi, generando rispettivamente il 15,5% e il 13,2% dell’export regionale. Entrambi i mercati restituiscono segnali positivi: il volume d’affari verso la Francia cresce del 9,1% su base annua, mentre le vendite dirette in Germania mettono a segno un +3,2%. La Spagna, terzo mercato di riferimento in ambito UE, registra un incremento del 10,2%, a fronte del calo subito dalla Polonia (-2,6%). Tra le altre destinazioni comunitarie si segnalano le buone performance registrate nei Paesi Bassi (+12,3%), in Repubblica Ceca (+5,3%), e, soprattutto, in Austria (+25,8%) e Irlanda (+28,7%).
Spostando l’attenzione oltre i confini dell’UE-27, gli Stati Uniti mantengono la leadership generando il 7,1% dell’export totale, pur scontando una flessione del 2,1%. Seguono Svizzera (5,0%) e Regno Unito (3,9%), entrambi caratterizzati da dinamiche espansive, rispettivamente a +17,5% e +6,3%. La Cina assorbe il 2,4% delle vendite oltre confine, mettendo a segno un'importante progressione del 7,3% su base annua. Infine, tra gli altri partner commerciali si evidenziano le contrazioni registrate in Brasile (-10,7%), Messico (-2,7%) e Canada (-5,9%), mentre l’Ucraina registra un significativo incremento, frutto dell’exploit delle vendite di prodotti alimentari e bevande.
L’aumento complessivo dell'export regionale riflette dinamiche territoriali prevalentemente positive, con cinque province su otto che registrano un incremento nel valore delle merci esportate. Fanno eccezione soltanto i territori di Vercelli e Asti, che subiscono flessioni superiori ai due punti percentuali (rispettivamente -2,6% e -2,9%), e la provincia di Cuneo, per la quale si rileva una sostanziale stazionarietà del volume d’affari generato sui mercati esteri (-0,1%).
A trainare la crescita è Torino, che nel primo semestre del 2026 si conferma il polo principale: il capoluogo concentra infatti il 44,3% delle esportazioni piemontesi e mette a segno una solida progressione dell’8,1%.
Dinamiche ancora più brillanti emergono dalle province di Alessandria (+16,3%) e del Verbano C.O. (+10,4%), entrambe capaci di realizzare incrementi a doppia cifra. A completare il quadro espansivo del periodo contribuiscono, infine, i positivi andamenti delle vendite oltreconfine di Biella (+6,2%) e Novara (+4,0%).
Esportazioni piemontesi per provincia (dati in euro)