C’è un’idea nata nel Biellese che oggi si prepara a varcare i confini del Piemonte. È quella dei Consigli Comunali dei Piccoli, la sperimentazione sviluppata nell’ambito del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza e presentata a Torino, al Palazzo della Regione Piemonte, durante l’incontro conclusivo del percorso regionale.
Tutto è partito da Candelo, dove Monica Pieri, insegnante della scuola dell’infanzia, si è posta una domanda semplice e innovativa: «Perché nei Consigli Comunali delle Ragazze e dei Ragazzi non possono essere coinvolti anche i bambini più piccoli, quelli della scuola dell’infanzia?». Da questo interrogativo è nata l’idea di sperimentare una nuova forma di partecipazione dedicata ai bambini dai 3 ai 6 anni.
L’intuizione ha trovato il sostegno del dirigente scolastico dell'IC di Candelo prof. Antonello Papa e di Luca Nardi, presidente dell’associazione Cor et Amor e coordinatore di Costruiamo Gentilezza, che hanno creduto fin dall’inizio nella proposta e hanno contribuito a trasformarla in un percorso concreto. A Candelo è stato così avviato il primo Consiglio Comunale dei Piccoli, aprendo una strada nuova per l’educazione alla cittadinanza nella scuola dell’infanzia.
Da quella prima esperienza è nata una sperimentazione regionale che ha coinvolto 19 Comuni piemontesi, 14 istituti comprensivi, 45 sezioni, 120 insegnanti e 270 bambine e bambini. Un risultato significativo, che dimostra come un’idea nata all’interno di una scuola possa diventare una progettualità capace di mettere in rete scuole, amministrazioni e territori.
Il percorso prevede una collaborazione tra scuola e Comune e permette ai bambini di conoscere le istituzioni, visitare il municipio, incontrare sindaci e amministratori e, soprattutto, trasformare le proprie idee in azioni concrete per la comunità. Nel corso della sperimentazione i piccoli consiglieri hanno realizzato casette per gli uccelli, fatto visite alle RSA, creato le Carte d’identità dei cittadini gentili, incontrato la Caritas, partecipato a iniziative ambientali, realizzato segnaletiche in CAA, piantato alberi e condiviso le proprie esperienze anche attraverso la radio.
A rappresentare l’amministrazione comunale di Candelo all’incontro di Torino erano presenti l’assessore alla Gentilezza Lorena Valla e Selena Minuzzo, a conferma del ruolo della comunità candelese nel percorso che ha portato il progetto a diventare una sperimentazione regionale.
All’incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui Elena Rocchi, consigliera regionale, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte Stefano Suraniti, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana Luciano Tagliaferri, l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo e il Garante regionale per i Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Giovanni Ravalli. A dare il benvenuto ai piccoli protagonisti è stato il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone.
La dimensione pedagogica della sperimentazione è stata approfondita da Clara Fusco, pedagogista e ricercatrice dell’Università di Bologna. L’esperienza dimostra che l’educazione alla cittadinanza può iniziare fin dalla scuola dell’infanzia, offrendo ai bambini l’opportunità di essere protagonisti della propria comunità e di sviluppare ascolto, collaborazione, inclusione, cura di sé e degli altri e senso di appartenenza.
La presenza del direttore dell’USR Toscana Luciano Tagliaferri ha inoltre segnato l’apertura di una nuova fase del progetto: l’obiettivo di Costruiamo Gentilezza è infatti estendere la sperimentazione alla Toscana nell’anno scolastico 2026-2027. A rappresentare il territorio toscano era presente anche Germana delle Canne, vicaria dell’Istituto Comprensivo Vincenzo Galilei di Pisa, individuato come ente capofila in vista di Pisa e della sua provincia Capitale nazionale di Costruiamo Gentilezza 2027.
Il percorso che parte da Candelo assume così una dimensione sempre più ampia. Una domanda nata nella scuola dell’infanzia di un Comune del Biellese è diventata una sperimentazione regionale e ora si prepara a diventare un’esperienza da condividere con altri territori. Una storia che testimonia come anche da una piccola realtà possa nascere un’idea capace di innovare il modo di fare educazione civica e di coinvolgere i bambini nella vita della comunità.
Per il Biellese, Candelo rappresenta dunque il punto di partenza di un’esperienza che guarda lontano: dare voce ai più piccoli significa riconoscere fin dall’infanzia il loro ruolo nella costruzione della comunità e del futuro.