La consigliera regionale Emanuela Verzella ha presentato un’interrogazione indifferibile e urgente all’assessora regionale competente in materia di Istruzione sulla prospettata sistemazione, a Biella, della sede centrale del CPIA Biella-Vercelli in strutture modulari prefabbricate.
La questione nasce dalle notizie apparse sulla stampa locale secondo cui i moduli utilizzati negli ultimi anni come aule provvisorie per la scuola primaria “XXV Aprile” di Chiavazza verrebbero trasferiti nell’area antistante la nuova scuola “Cerruti” per ospitare definitivamente il CPIA, consentendo così di liberare gli attuali spazi della “Gromo Cridis” e destinarli a una nuova mensa scolastica, che si aggiungerebbe a quella esistente.
«Non contesto – precisa Verzella – la necessità del Comune di Biella di trovare soluzioni agli spazi scolastici. Ma proprio perché conosciamo la complessità del problema, dobbiamo chiederci se la soluzione possa essere quella di trasferirlo da una scuola a un’altra, destinando stabilmente a un CPIA strutture nate per rispondere a esigenze temporanee».
L’interrogazione richiama infatti un elemento rilevante: l'attuale sede centrale del CPIA è formalmente collocata in piazza Cossato 2/A, dove negli anni sono state investite risorse pubbliche per rendere gli spazi adeguati a ospitarlo. Lo prova la vigente convenzione decennale, con scadenza nel 2031, che prevede tre Punti di Erogazione del Servizio (PES) a Biella: via Addis Abeba 37, via Ivrea 14 e, appunto, p.zza Cossato 2A. Qui, oltre alle aule, sono ospitati la dirigenza e gli uffici amministrativi, che gestiscono sette sedi scolastiche sulle due province, oltre alle lezioni nelle due carceri.
Per questo Verzella chiede alla Regione di chiarire se sia a conoscenza del progetto, se la sistemazione nei prefabbricati sia effettivamente pensata come definitiva, come questa scelta possa conciliarsi con la normativa nazionale e regionale sull'edilizia scolastica e con la convenzione vigente e se debba essere valutato anche il possibile rischio di vanificare gli investimenti pubblici già sostenuti sulla sede attuale.
«Conosco molto bene il CPIA Biella-Vercelli, che ho avuto l’onore e la responsabilità di dirigere prima della mia elezione in Consiglio regionale. E proprio per questo so che non stiamo parlando di un servizio scolastico marginale. I CPIA sono istituzioni scolastiche autonome dello Stato e svolgono una funzione fondamentale nell'alfabetizzazione, nell'inclusione, nell'istruzione degli adulti e nell'esercizio del diritto all'istruzione».
La stessa interrogazione definisce infatti il CPIA un presidio essenziale contro la dispersione scolastica, e a favore di legalità, inclusione, alfabetizzazione ed esercizio del diritto-dovere all'istruzione.
«Gli studenti adulti – prosegue Verzella – hanno diritto a spazi scolastici dignitosi esattamente come tutti gli altri studenti. Il CPIA non può diventare la soluzione residuale alla quale destinare ciò che avanza dopo aver sistemato le altre scuole. È questo il punto politico prima ancora che logistico».
La consigliera chiede quindi alla Regione di esercitare pienamente il proprio ruolo, verificando la conformità della soluzione prospettata agli standard richiesti per gli edifici scolastici e agli impegni già assunti. Nell'interrogazione vengono richiamati, in particolare, la legge nazionale n. 23/1996 sull'edilizia scolastica e la legge regionale piemontese n. 28/2007.
«Non si tratta di difendere una sede per principio – conclude Verzella – né di alimentare una contrapposizione tra scuole. Si tratta di trovare una soluzione seria e duratura per tutte. Se esiste un problema di spazi, le istituzioni devono affrontarlo insieme. Ma la risposta non può essere quella di considerare normale che una scuola dello Stato, con una funzione sociale particolarmente delicata, trovi la propria collocazione definitiva nei container. L'istruzione degli adulti è istruzione pubblica a tutti gli effetti e come tale deve essere trattata».