Lunedì 7 settembre dalle 17 fino oltre all’una di notte si è tenuto il consiglio comunale, convocato in via straordinaria come Assemblea Aperta. La riunione era stata richiesta dai gruppi di minoranza per iniziare a parlare, in modo ufficiale e pubblico, di due temi caldi che stanno smuovendo l’opinione pubblica: “la riqualificazione dell’area dei Giardini Zumaglini e lo spostamento al loro interno del mercato cittadino”, trasferito da Piazza Falcone.
Che cosa abbiamo imparato? La prima cosa è che occasioni come questa meritano una regia e una logistica molto migliori: è anche stata forse colpa nostra, ma tenere bloccati tutti gli invitati in attesa di tre minuti di replica ore e ore dopo i loro interventi, sentire parlare gli assessori competenti solo alla fine dei lavori e non come presentazione degli stessi (con ovvio diritto di replica al termine del dibattito), non prevedere un comodo spazio per il pubblico costringendo dei privati a pagare un impianto video esterno e lontano, sono stati errori che dovremo evitare se chiederemo nuove riunioni pubbliche.
La seconda cosa è che i cittadini, gli esperti e gli addetti ai lavori sanno comportarsi molto meglio di noi consiglieri, assessori e sindaco, con una capacità di sintesi e di ascolto attento che noi ci sogniamo.
La terza è che l’esordio pubblico dei presidenti dei quartieri ci ha insegnato un metodo silenzioso ma efficiente di raccogliere le idee: chiedere ai cittadini, valutare i dati ottenuti e poi prendere una posizione chiara e sensata. La pacatezza, signorilità e fermezza della loro partecipazione ci conferma che abbiamo fatto bene ad insistere per la costituzione dei consigli di quartiere.
Infine abbiamo appreso che la partecipazione corale può influenzare chi decide. “Datemi un’idea concreta e veloce e ve lo lascio dov’è”. Al netto della sintesi giornalistica, questa è la promessa fatta dal Sindaco. Molti potranno vedervi solo un modo opportunistico per togliersi dall’imbarazzo di una seduta in cui le sue scelte sono state messe pesantemente in discussione anche dalla sua maggioranza. Noi preferiamo vedere invece il bicchiere mezzo pieno: siamo sicuri che se il Sindaco e la Giunta vorranno incontrare ufficialmente e pubblicamente non solo gli ambulanti, come promesso, ma anche gli agronomi, i professionisti della valorizzazione e della tutela del verde e del paesaggio, gli urbanisti, i vari quartieri che uniformemente oggi si dichiarano molto perplessi se non decisamente contrari, le forze politiche, a partire da quelle di maggioranza per arrivare a quelle di minoranza (suvvia, un piccolo sforzo…), di idee concrete e veloci ne riceveranno tantissime. Starà poi a loro valutarle e prendere le decisioni che meglio rappresenteranno il bene della città.
Ma, signor Sindaco, attenzione: lo faccia per la trasformazione e/o riqualificazione dei giardini Zumaglini e lo faccia separatamente per lo spostamento del mercato. Lo faccia nell’ordine che vuole, ma si fidi di noi che rimaniamo umilmente civici: “ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” (Shakespeare, Amleto).