«La situazione del carcere di Biella presenta criticità che richiedono attenzione e interventi tempestivi: dalla manutenzione della struttura alla carenza di personale, fino al sovraffollamento. È necessario un impegno condiviso tra Governo, amministrazione penitenziaria e istituzioni territoriali per individuare soluzioni concrete e sostenibili».
È quanto dichiarano i consiglieri regionali Elena Rocchi e Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML) al termine della visita alla Casa Circondariale di Biella insieme alla deputata e segretaria di Azione in Piemonte Daniela Ruffino.
«Abbiamo visitato una struttura datata, che necessita di interventi manutentivi e che deve affrontare un significativo aumento della popolazione carceraria. Attualmente sono presenti più di 500 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare inferiore a 400 posti. Come accade in altri istituti italiani, si registra inoltre una carenza di personale medico, educativo e di risorse adeguate per garantire un efficace sostegno psicologico ai detenuti. Sul fronte della rieducazione e del reinserimento si sta lavorando per ampliare le opportunità occupazionali, con l’obiettivo di coinvolgere 83 detenuti, ma la mancanza dei macchinari necessari impedisce al momento di rendere pienamente operative queste attività. Abbiamo incontrato operatori competenti e disponibili, ai quali va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto quotidianamente, spesso in condizioni particolarmente complesse».
Ruffino, Bartoli e Rocchi hanno ricordato anche il tragico suicidio avvenuto il 30 agosto all’interno della struttura, dove un detenuto egiziano di 23 anni è stato trovato senza vita nella propria cella, dopo essere stato trasferito da Reggio Calabria e aver manifestato comportamenti autolesionistici. «Un episodio che impone una riflessione seria e approfondita sul rafforzamento degli strumenti di prevenzione, assistenza psicologica e presa in carico delle persone più fragili. Anche i disordini verificatisi il giorno successivo, con il danneggiamento di alcuni locali comuni, confermano il livello di tensione presente all’interno dell’istituto».
«La sicurezza nelle carceri deve procedere insieme alla funzione rieducativa della pena, al sostegno psicologico e alla possibilità di accedere ad attività formative e lavorative. Occorre inoltre rafforzare gli organici e garantire la continuità delle attività trattamentali. La visita a Biella ha confermato la necessità di un confronto costruttivo con il Ministero della Giustizia e con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il nostro intento è collaborare affinché vengano individuate risposte concrete, nell’interesse dei detenuti, degli operatori e della sicurezza dell’intera struttura», concludono Daniela Ruffino, Sergio Bartoli ed Elena Rocchi.