Se davvero "il cuore del problema non è il mezzo ma il fine", il Biellese potrebbe avere già trovato una soluzione per raggiungere Novara: rispolverare il trasporto a soma. Non richiede catenarie, non consuma elettricità e, a suo tempo, ha superato terreni ben più difficili. Sulla velocità, naturalmente, meglio non avanzare pretese.
Il problema riguarda gli interventi di elettrificazione della tratta Biella-Novara, che consentirebbero di installare cavi elettrici sopra ai binari, per velocizzare i collegamenti verso Milano ed il resto della rete. Gli approfondimenti di FS Engineering hanno individuato lungo il tracciato strutture non conformi agli standard necessari. Per adeguarle servirebbero circa 98,5 milioni di euro. Il cantiere imporrebbe inoltre la sospensione del traffico ferroviario per circa tre anni, oltre a un extracosto stimato in 2 milioni rispetto alle risorse convenzionate. RFI (Rete Ferroviaria Italiana), pertanto, studierà nuove forme di ammodernamento.
Quale servizio avrà la Biella-Novara al termine dei lavori?
La risposta dovrà contenere numeri: tempi di percorrenza, frequenza delle corse, puntualità e coincidenze. Tre anni di sospensione impongono inoltre un piano dei trasporti e non un servizio d’emergenza. Orari, fermate, capienza degli autobus, accessibilità e collegamenti a Novara dovranno essere stabiliti prima dell’apertura dei cantieri.
Considerata la puntualità dei treni in arrivo e in partenza da Biella e la difficoltà di sostituire per tre anni un’intera linea, il rischio è che siano i pendolari a predisporre il proprio piano alternativo.
In materia di trasparenza non c'è partita: il mulo, almeno, non espone coincidenze e orario d'arrivo.