Dopo 18 giorni di emergenza, l’incendio del Monte Barone può finalmente considerarsi estinto. Una notizia attesa a lungo a Coggiola, dove il rogo ha percorso circa 12 chilometri e ha interessato oltre 2.000 ettari di bosco, mettendo a dura prova il territorio e chi per quasi tre settimane ha lavorato per contenerlo.
A fare il punto è il sindaco di Coggiola, Paolo Setti, che non nasconde la stanchezza dopo una gestione dell’emergenza particolarmente impegnativa.
«Incendio finito, tiriamo il fiato. L’acqua e la pioggia sono state provvidenziali, non lo nascondiamo. Abbiamo fatto tutto e di più», racconta il primo cittadino.
La pioggia arrivata nelle ultime ore ha dato un contributo decisivo dopo settimane caratterizzate da caldo e siccità. "Mai successa una cosa così, in 18 giorni. Mai verificato qui, e anche su queste pendici, un incendio di queste proporzioni. Mai 12 chilometri percorsi dal fuoco a Coggiola e oltre 2.000 ettari di bosco arso".
Per il sindaco è stata una delle emergenze più difficili mai affrontate. "È stato un lavoro immane, una battaglia estenuante. La gestione è stata faticosa. Ognuno fa il suo, ma per un amministratore gestire un'emergenza a 360 gradi non è semplice. Una situazione resa ancora più difficile dal fatto che l'incendio sembrava ogni volta vicino alla conclusione, salvo poi riprendere in altri punti. Il dolore è che non finisce: finiva e ricominciava. È stata una cosa estenuante".
Nel corso dell'emergenza, per alcuni giorni, era stata presa in considerazione anche la possibilità di evacuare sei famiglie, mentre ai villeggianti era stato chiesto di lasciare le zone interessate. Sono state inoltre adottate limitazioni che hanno avuto pesanti ripercussioni sulla vita del territorio: vietato l'accesso alle sponde del Sessera, fermate attività sportive ed escursionistiche e sospese iniziative al Santuario del Cavallero.
"Di fatto l'attività si è fermata", sottolinea il sindaco, ricordando l'impatto che l'incendio ha avuto anche sul poco turismo presente in questo periodo.
Tra gli aspetti che il primo cittadino vuole sottolineare c'è la risposta della popolazione e di tutti coloro che hanno contribuito alla gestione dell'emergenza. "La popolazione ha avuto una rispondenza quasi insperata. Conoscendo le persone non mi sorprende, ma c'è stata la vicinanza e la solidarietà di tantissime persone". Un aiuto arrivato anche dalle attività che hanno sostenuto le cucine da campo, capaci di garantire oltre 200 pasti al giorno. "Ha funzionato bene, ma tutti noi abbiamo dato il massimo: Vigili del Fuoco, AIB e tutti gli altri", racconta il sindaco, che dedica un pensiero particolare ai volontari. "Io ho sempre detto che sono volontari con la V maiuscola, arrivati da ovunque. C'era gente che camminava per un'ora prima di intervenire".
Il primo cittadino ricorda anche i volti provati dalla fatica, soprattutto durante i primi dieci giorni. "Ho visto persone affaticate, molto provate. Anche i Vigili del Fuoco alla fine ci dicevano che non avevano mai visto un incendio così".
Per descrivere la dimensione dell'emergenza, il sindaco fa un paragone con scenari tipici di altre zone d'Italia: "È stato un incendio di proporzioni meridionali, da Sardegna o Meridione a cui noi non siamo abituati". Un fenomeno che, secondo il primo cittadino, deve essere letto anche alla luce dei cambiamenti climatici e della crescente siccità.
"Stagioni come queste non le abbiamo mai fatte e vissute. Nel 2025 e nel 2026 non ho mai visto neve. È inusuale e vuol dire che c'è una crisi idrica". Una situazione già delicata alla quale si è aggiunta «questa mostruosità».
Intanto, nell'aggiornamento delle 10 del 21 agosto, i Vigili del Fuoco hanno comunicato il rientro di alcuni mezzi impiegati nell'emergenza: l'ABP del distaccamento di Livorno Ferraris del Comando VVF di Vercelli, l'AF logistico di Biella, il Carro Fari di Biella e l'ABP Scania di Biella, rientrato già alle 19 del 20 agosto.
Resta comunque attivo un presidio con 18 unità dei Vigili del Fuoco dei Comandi di Biella e Torino, oltre a un UCL, una CA boschiva e un'ABP 7500.
Dopo quasi tre settimane, Coggiola prova quindi a tornare alla normalità. "Non abbiamo fatto mezz'ora di ferie", racconta il sindaco, descrivendo giorni vissuti "con paura, apprensione e allerta, ma finalmente ce l'abbiamo fatta tutti assieme".
Sul campo sempre presente anche l'AIB. Rodolfo Gilardi ispettore provinciale: "Ce l'abbiamo fatta, grazie al grande aiuto che abbiamo avuto a supporto dalle squadre provenienti dalle province di Torino. Vercelli e Novara e li ringrazio tantissimo grazie, oltre ovviamente alla collaborazione avuta con i Vigili del Fuoco e all'unioni Montane per i pasti dati a tutti".





























