Non capita spesso di ritrovare in cantina munizioni appartenenti alla Grande Guerra... non ai comuni cittadini, ma il discorso cambia per gli artificieri dell'Esercito, appartenenti al 32° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Alpina “Taurinense”. Per loro la bonifica dei residuati bellici appartiene a un'attività ordinaria e i ritrovamenti sono più comuni di quanto si possa credere.
In seguito all'intervento degli specialisti, è stato stabilita la natura gli ordigni rinvenuti a Pettinengo: erano di origine austro-ungarica e risalivano ai primi del Novecento. Dopo la rimozione sono stati trasportati in cava e distrutti. Un reperto riconducibile alla stagione della Prima guerra mondiale, rimasto potenzialmente pericoloso a oltre un secolo dalla fabbricazione.
Il reparto di Fossano garantisce un servizio continuativo, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Dall’inizio del 2026 ha già neutralizzato oltre 1.300 ordigni. Il dato non corrisponde al numero degli interventi: una singola bonifica può riguardare più residuati. Misura, piuttosto, la quantità di materiale bellico che continua a riaffiorare e la portata di un lavoro che, ancora oggi, non costituisce un’eccezione.
Il fenomeno ha dimensioni nazionali che superano la nostra concezione di vicinanza al conflitto. Secondo il Ministero della Difesa, gli artificieri dell’Esercito effettuano mediamente ogni anno circa 2.500 operazioni di disinnesco su residuati risalenti ai due conflitti mondiali. La maggior parte degli ordigni bonificati appartiene alla Seconda guerra mondiale, che ha disseminato bombe d’aereo, munizioni e depositi in un territorio molto più esteso, comprendendo città, aree industriali, ferrovie, aeroporti e campagne.
I reperti della Grande Guerra emergono soprattutto lungo l’antico fronte alpino e nelle zone montane; quelli del secondo conflitto vengono individuati anche durante lavori edili e agricoli, nei greti dei fiumi, lungo le infrastrutture e all’interno di proprietà private. Il caso di Pettinengo mostra come il materiale militare sia stato anche raccolto, trasferito e conservato lontano dai luoghi dei combattimenti. La guerra alla quale appartengono si è conclusa da più di un secolo, ma i manufatti prodotti per combatterla continuano a emergere come semi in un campo.