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CRONACA | 19 agosto 2026, 10:30

Monte Barone, a 16 giorni dall'incendio il bilancio del Rifugio: "Abbiamo perso la stagione" FOTO

"Vorremmo poter dire che tutto tornerà come prima, ma oggi non possiamo farlo... Se ci sarà un sostegno, ci auguriamo che provenga dalle istituzioni, perché non si tratta di una vicenda che riguarda soltanto noi, ma delle conseguenze di un’emergenza che ha colpito un intero territorio".

Le immagini del Rifugio Monte Barone, nel corso dell'incendio - Foto pagina Facebook Rifugio Monte Barone

Le immagini del Rifugio Monte Barone, nel corso dell'incendio - Foto pagina Facebook Rifugio Monte Barone

Per oltre due settimane, in Alta Valsessera, le giornate sono state scandite dai bollettini, dai voli dei mezzi aerei e dal controllo delle fumarole. Per chi vive nelle frazioni e nelle aree più vicine al fronte, l’emergenza ha assunto una dimensione quotidiana: la paura che il vento cambiasse direzione, l’ansia per la propria casa, l’attesa di notizie durante la notte.

L’incendio è stato innescato il 3 agosto da un fulmine nella zona di Punta delle Camosce, sul Monte Barone, nei territori comunali di Coggiola e Caprile. In poco più di due settimane ha interessato oltre mille ettari tra il massiccio, l’Alpe Noveis e il versante sud-est verso Postua, raggiungendo zone impervie, in alcuni casi non accessibili a piedi.

Il quadro è migliorato, ma il rogo non è ancora completamente spento. 

Il ringraziamento va ai Vigili del Fuoco, ai volontari AIB, alla Protezione civile, alla Croce Rossa, alle forze dell’ordine e a tutti gli operatori che hanno lavorato senza sosta. Molti sono arrivati da altre province per affiancare le squadre biellesi. Hanno difeso abitazioni, alpeggi, rifugi e vie di collegamento, impedendo alle fiamme di raggiungere le aree abitate. Anche i cittadini hanno fatto la loro parte. In molti hanno offerto sostegno, collaborazione e vicinanza alle comunità coinvolte.

La situazione emergenziale, dovuta a caldo, siccità, condizioni meteo e climatiche, hanno colpito tutto il Piemonte. Gli incendi danneggiano boschi, pascoli e habitat, ma colpiscono anche le comunità e le attività economiche che mantengono viva la montagna, come accaduto al Monte Barone

"Il Rifugio Monte Barone è chiuso - scrivono i gestori sui social, che in queste settimane hanno aggiornato cittadini, media e appassionati di montagna - È stato costretto a interrompere l’attività perché, per garantire la sicurezza di tutti, le ordinanze delle autorità hanno vietato l’accesso ai sentieri e disposto l’evacuazione dei gestori. Una decisione necessaria, assunta per tutelare l’incolumità delle persone. Ad oggi, per motivi di sicurezza, non ci è ancora consentito effettuare un sopralluogo alla struttura e valutarne i danni.

Ciò che possiamo affermare con certezza è che le conseguenze per la nostra attività sono enormi. La stagione estiva, da cui dipende gran parte dell’equilibrio economico dell’intero anno, è stata cancellata proprio nel momento più importante. Per un rifugio raggiungibile esclusivamente a piedi, perdere queste settimane significa mettere seriamente a rischio la possibilità di proseguire. Non abbiamo perso soltanto alcuni giorni di lavoro. Abbiamo perso la stagione.

Vorremmo poter dire che tutto tornerà come prima, ma oggi non possiamo farlo. Il nostro desiderio è continuare a gestire questo rifugio, che per noi non è soltanto un lavoro, ma un progetto di vita. Dovremo, tuttavia, confrontarci con una realtà economica molto difficile. Ci auguriamo che le istituzioni possano individuare tempestivamente strumenti di sostegno per chi, come noi, si è trovato costretto a interrompere la propria attività senza averne alcuna responsabilità.

In tanti ci avete scritto, proponendo raccolte fondi e gesti di solidarietà. Le vostre parole ci hanno emozionato e ci fanno sentire meno soli. Abbiamo però deciso che non accetteremo raccolte fondi né altre forme di aiuto economico da parte di privati. Se ci sarà un sostegno, ci auguriamo che provenga dalle istituzioni, perché non si tratta di una vicenda che riguarda soltanto noi, ma delle conseguenze di un’emergenza che ha colpito un intero territorio.

Grazie a tutti per l’affetto, la vicinanza e i messaggi che continuate a inviarci. Per noi rappresentano un sostegno morale che, in questo momento, vale davvero tanto".

G. Ch.

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