Cronaca dal Nord Ovest - 17 agosto 2026, 16:31

Dal Nord-ovest, ennesimo episodio di violenza in carcere: danneggia la sezione e minaccia gli agenti

Capece e Santilli: “Polizia Penitenziaria lasciata ancora una volta a gestire situazioni esplosive. Servono sicurezza, organici adeguati e strumenti efficaci”

Dal Nord-ovest, ennesimo episodio di violenza in carcere: danneggia la sezione e minaccia gli agenti

Notte di tensione nel carcere di Vercelli, dove un detenuto straniero ha dato in escandescenze, danneggiando la propria cella e la sezione detentiva e assumendo un atteggiamento aggressivo e minaccioso nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria. L’episodio, avvenuto nelle prime ore del 16 agosto, riporta l’attenzione sulle difficoltà quotidiane affrontate dagli agenti negli istituti penitenziari piemontesi.

Il detenuto ha colpito violentemente porte e blindati delle celle, danneggiando alcune strutture e i servizi igienici e impugnando un bastone ricavato da un manico di scopa. All’arrivo degli agenti, l’uomo ha mantenuto un comportamento aggressivo, pronunciando frasi offensive e minacciose. L’intervento degli operatori ha consentito di riportare la situazione sotto controllo e mettere in sicurezza la sezione.

“Non possiamo continuare a considerare questi episodi come normale amministrazione – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria –. Ogni giorno gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria affrontano detenuti violenti, aggressivi e imprevedibili, spesso in condizioni operative difficili. A Vercelli, come in molti altri istituti, la gestione dell’emergenza ricade quasi sempre sulle spalle degli agenti, che devono garantire sicurezza senza avere a disposizione tutti gli strumenti e le risorse necessarie”.

“Il problema – aggiunge Capece – non è soltanto il singolo episodio, ma un sistema che rischia di trasformare l’emergenza in normalità. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola. Servono organici adeguati, formazione, strumenti di difesa e protocolli operativi realmente efficaci per affrontare i detenuti violenti. Lo Stato deve decidere se vuole davvero garantire sicurezza dentro e fuori le carceri”.

Sulla stessa linea Vicente Santilli, segretario nazionale SAPPE per il Piemonte, secondo il quale “gli agenti sono costantemente sottoposti a una pressione enorme. Episodi come quello di Vercelli dimostrano quanto sia delicato il lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria. Gli operatori sono chiamati a intervenire in situazioni di forte tensione, spesso mettendo a rischio la propria incolumità”.

“Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia – prosegue Santilli – di intervenire senza ulteriori rinvii. Il Piemonte ha bisogno di risposte concrete: più personale, maggiore sicurezza e strumenti adeguati per gli agenti. Non è accettabile che siano sempre i poliziotti penitenziari a pagare il prezzo delle inefficienze del sistema”.

“Al personale di Vercelli va il nostro ringraziamento per la professionalità dimostrata nel gestire una situazione complessa – concludono i sindacalisti –. Ma il ringraziamento non basta. Servono fatti, investimenti e decisioni immediate. La sicurezza degli istituti penitenziari e l’incolumità degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria non possono più essere affidate alla sola capacità di sacrificio degli agenti”.

C.S. SAPPE, G. Ch.