Organici ridotti, accessi in aumento e servizi territoriali rallentati stanno mettendo sotto pressione i pronto soccorso italiani. La denuncia arriva dal Coina, Sindacato delle professioni sanitarie, che richiama l’attenzione sulle difficoltà registrate nelle settimane centrali di luglio e agosto.
Secondo il comunicato, nei servizi di emergenza il numero degli infermieri in turno è diminuito mediamente tra il 25% e il 30% per effetto dei piani ferie. Nello stesso periodo gli accessi sono cresciuti nell’ordine del 15-20%, anche a causa delle ondate di calore e delle maggiori fragilità della popolazione anziana.
Il Coina, citando dati SIMEU e monitoraggi Agenas, riferisce che soltanto il 30% dei pronto soccorso dispone di un organico assistenziale adeguato. Nel restante 70% delle strutture, le scoperture legate alle ferie oscillano tra il 25% e il 70% degli addetti previsti. Il sottorganico e la carenza di posti letto possono prolungare fino a 48-72 ore la permanenza dei pazienti sulle barelle in attesa del ricovero. Per mantenere operativi i servizi durante Ferragosto, oltre il 65% dei professionisti rimasti in servizio sarebbe stato chiamato a sostenere doppi turni o a rinunciare ai riposi.
La pressione sugli ospedali aumenta anche per la sospensione o la drastica riduzione dell’attività degli ambulatori territoriali e dei presidi di continuità assistenziale. In mancanza di risposte intermedie, molti cittadini con patologie croniche o riacutizzazioni minori si rivolgono direttamente al pronto soccorso. Nelle RSA, inoltre, la scopertura infermieristica è stimata al 21,7%, sulla base dei dati CERGAS Bocconi e ANASTE richiamati dal sindacato.
«Non ci troviamo di fronte a un’emergenza estiva improvvisa o imprevedibile», afferma il segretario nazionale Marco Ceccarelli. Il Coina chiede un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, una riorganizzazione che liberi gli infermieri dalle mansioni amministrative e ausiliarie e il rafforzamento dell’assistenza territoriale, domiciliare e nelle strutture residenziali.