Benessere e Salute - 14 agosto 2026, 08:20

Sanità locale, il divario tra annunci e realtà: "I cittadini pagano ritardi, disagi e spostamenti"

Sanità locale, il divario tra annunci e realtà: "I cittadini pagano ritardi, disagi e spostamenti"

Nonostante i continui annunci trionfalistici della maggioranza di destra in Regione, la realtà che molti cittadini vivono ogni giorno sulla propria pelle è fatta di liste d’attesa interminabili, rinvii, rinunce e continui “tour sanitari”.

Il Servizio sanitario nazionale, un tempo punto di riferimento per capillarità e qualità grazie anche alla rete dei medici di famiglia e del personale infermieristico, è stato progressivamente indebolito, mentre è cresciuto il ricorso al privato. È mancata una programmazione adeguata per affrontare il pensionamento del personale, lasciando sguarniti interi territori, soprattutto i Comuni interni e montani.

Sono molti i cittadini che vivono quotidianamente queste difficoltà e che, quando protestano, hanno persino la sensazione di essere redarguiti. Io sono una di quelle persone che protesta e non smetterò di farlo.

Le nuove Case della salute ben vengano, ma dovranno essere monitorate attentamente affinché non restino soltanto muri imbiancati. Non mi bastano le parole rassicuranti dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Da tempo sono indignata per quello che considero disinteresse e per le continue prese in giro rivolte ai cittadini, trattati troppo spesso come se non fossero in grado di comprendere ciò che accade.

La Regione continua ad annunciare risultati e riduzioni delle liste d’attesa. La realtà che emerge dalle esperienze dirette, però, racconta anche altro.

Come si riducono le liste d’attesa? In diversi casi, semplicemente non è possibile prenotare perché le agende risultano chiuse. Queste sono alcune delle risposte e delle situazioni che ho incontrato personalmente nelle mie richieste di visite ed esami.

Per una visita oculistica mi è stato prospettato un anno di attesa nel pubblico, contro tre mesi in intramoenia.

Per una visita fisiatrica, presso l’ASL di Biella, ho riscontrato una disponibilità di fatto quasi inesistente, con la necessità di rivolgersi a strutture private convenzionate oppure di spostarsi fino a Novara, con il conseguente “tour sanitario” e un ulteriore aggravio di spesa.

Per un esame urologico di controllo, necessario a seguito di un’infezione, la prima disponibilità che mi è stata indicata è marzo 2028. Di fronte a tempi simili, cosa dovrebbe fare un cittadino?

Per una radiografia ai piedi è stato necessario arrivare fino a Oleggio, affrontando anche un secondo viaggio per il ritiro del referto, con ulteriori costi e disagi.

Sono soltanto alcuni piccoli esempi personali, ma danno la misura delle difficoltà che può incontrare chi ha bisogno di una prestazione sanitaria.

Tutto questo si traduce in un pesante aggravio economico per le famiglie, costrette a sostenere le spese per gli spostamenti, perdere giornate di lavoro o utilizzare ferie, sommando questi costi ai ticket sanitari.

E chi non può permetterselo? Rinuncia alle cure oppure chiede aiuto ai volontari, che ogni giorno cercano di rispondere alle numerose richieste delle persone in difficoltà.

Restano quindi tre domande aperte all’ASL e alla Regione.

Cosa si sta facendo concretamente all’Ospedale di Biella per garantire le prestazioni ordinarie?

Qual è il piano effettivo di riorganizzazione dei servizi territoriali?

Perché si continua a spendere in gettonisti e convenzioni esterne invece di investire e valorizzare il personale sanitario dipendente?

C’è poi un altro problema: i canali ufficiali dell’ASL, troppo spesso, non forniscono risposte ai reclami dei cittadini. È inaccettabile che, per riuscire a farsi ascoltare e ottenere una soluzione, si debba arrivare a rivolgersi ai giornali.

Il problema più grave, però, è forse la rassegnazione. Molte persone non credono più nella possibilità di ricevere risposte o supporto e finiscono per rinunciare.

È proprio per questo che bisogna continuare a vigilare, segnalare le criticità e chiedere risposte vere.

Rita de Lima

Lettera firmata