Animalerie - 14 agosto 2026, 18:30

Un lettore: di che serpente si tratta? VIDEO

Cattura di Natrix helvetica, allo scopo di portarla in un luogo sicuro e lontano da zone antropizzate (Pollone, 2011).

Risponde il naturalista Tiziano Pascutto, che per molti anni ha svolto numerose indagini sui rettili del Biellese ed è stato collaboratore dei Vigili del Fuoco di Biella, con mansioni di cattura di serpenti, allo scopo di salvarli e introdurli in habitat più idonei per la loro sicurezza.

Occorre fare una premessa: quando si osserva un serpente strisciare, viene subito il pensiero che si tratti di una vipera!

In realtà occorre ricordare che nel Biellese ci sono ben otto specie di serpenti e solo due (Vipera aspis e Vipera berus) possono risultare di rilevanza medica a causa del loro veleno.

Il serpente che si vede nella fotografia non è affatto pericoloso per l’uomo. Si tratta di una Natrix helvetica, comunemente chiamata “biscia d’acqua”. Nel Biellese è comune e ben rappresentata in una grande varietà di habitat.

Si nutre principalmente di anfibi, in particolare di rane e rospi e, pur preferendo ambienti acquatici, la si può incontrare anche in ambienti relativamente distanti dall’acqua.

È un serpente che può raggiungere eccezionalmente i 2 metri di lunghezza. La “biscia d’acqua”, quando si sente in pericolo, cerca sempre di fuggire o nascondersi. È utile sapere che, se disturbata, le sue uniche armi di difesa sono l’emissione di forti sibili e di secrezioni cloacali fetide.

Inoltre, per salvarsi dai predatori e da possibili bastonate da parte dell’uomo, è in grado di fingersi morta, rivoltandosi sul dorso con la bocca aperta e la lingua penzoloni, assumendo così il comportamento detto tanatosi (in biologia, la tanatosi è il comportamento di alcuni animali che simulano uno stato di morte per sfuggire ai predatori, noto anche come “morte apparente”).

Occorre ricordare che tutti i rettili sono fondamentali per la biodiversità e svolgono ruoli ecologici insostituibili come predatori o prede, garantendo inoltre l’equilibrio delle reti alimentari e la salute degli ecosistemi.

Tiziano Pascutto

Solo per curiosità…

Il genere: Natrix

Origine: deriva direttamente dal sostantivo latino natrix, natricis.

Significato: significa letteralmente “nuotatrice” o “serpente d’acqua”.

Radice: il termine è strettamente collegato al verbo latino nare e natare (“nuotare”). Identifica l’innata abilità di questo genere di serpenti di vivere, muoversi e cacciare all’interno di fiumi, stagni e zone umide.

L’epiteto specifico: helvetica

Origine: deriva dal neolatino helveticus, che significa “elvetico” o “svizzero”.

Significato: fa riferimento agli Helvetii (Elvezi), l’antica tribù celtica che popolava l’altopiano svizzero prima della conquista romana.

Motivazione tassonomica: il nome fu assegnato dal naturalista Bernard Germain de Lacépède nel 1789. Scelse questo epiteto perché l’esemplare di riferimento (l’olotipo) utilizzato per la prima descrizione ufficiale della specie proveniva dalla regione del Jorat, vicino a Losanna, in Svizzera.

Tiziano Pascutto