Music Cafè - 08 agosto 2026, 13:30

La 49ª Stagione della Fondazione Perosi supera ogni promessa: 10.000 presenze per la “Classica” FOTO

La 49ª Stagione della Fondazione Perosi supera ogni promessa: 10.000 presenze per la “Classica”

Le promesse

Ogni stagione comincia con una dichiarazione d'intenti, e le dichiarazioni, lo sanno bene gli studiosi che frequentano gli archivi, sono documenti fragili: carta che il tempo può smentire. Nel settembre del 2025, Casa Perosi aveva scritto la sua. Aveva promesso un Grande Slam — Spettacolo, Letteratura, Arte e tantissima Musica — trasformando ogni concerto in un match, ogni programma in un confronto artistico. Aveva promesso una casa, non un contenitore: un rifugio che respira attraverso le note, dove il suono precede le parole e unisce dove la ragione divide. Aveva promesso una quarantina di appuntamenti, dall'autunno dedicato a Schubert all'estate della tromba di Nakariakov.
Oggi, a stagione conclusa, il registro consegna il suo verdetto. 
E il verdetto ha il sapore delle promesse non solo mantenute, ma raddoppiate: non quaranta appuntamenti, ma più del doppio. Non un cartellone, ma un organismo vivente che per undici mesi, dal 17 settembre 2025 al 28 luglio 2026, ha respirato senza interruzione, raccogliendo 10.000 presenze in oltre venti sedi diverse. Il Grande Slam si è giocato fino all'ultimo set, e lo ha vinto.

Come le promesse sono diventate suono

Bisogna ricordarle, quelle sere, per capire i numeri. Bisogna ricordare il Quintetto Perosi che inaugurava con Schubert, quel "miracolo di precisione" annunciato in apertura, e la sala dei concerti di Palazzo Gromo Losa trasformata in salotto viennese. Bisogna ricordare l'arco di Enrico Dindo che attraversava Glazunov e Piazzolla come chi possiede una mappa segreta della musica; il pianoforte di Louis Lortie che nelle Ballades faceva di Fauré, Debussy e Liszt una sola lunga frase sussurrata; il tocco cristallino di Amedeo Cicchese con Alessandro Deljavan, dove Grieg e Poulenc diventavano conversazioni intense e adrenaliniche.
E poi le sfide, i match annunciati e giocati: Ramin Bahrami e Danilo Rea in Bach is in the air, il barocco che impara a swingare e il jazz che scopre la matematica divina delle fughe; Danilo Rossi & The New Gypsy Project: un dialogo fra culture. Fuochi d'artificio balcanici dove Dvořák, Brahms e Bartók brindavano insieme in una taverna immaginaria di Budapest, il cymbalom che profumava di legno e di strada; Sergej Nakariakov, il Paganini della tromba, che sulla Terrazza di Palazzo Gromo Losa, con Maria Meerovitch, faceva dell'ottone una voce umana mentre l'estate biellese si tingeva d'oro. E ancora Shostakovich 50, omaggio che sapeva di neve e di resistenza silenziosa; la maratona Satie100, tre concerti come onde sulla riva; i 10 piccoli accordi dedicati ad Agatha Christie, dove ogni pausa è stata un sospetto e il pubblico si faceva complice di un delitto perfetto per raccontare l'abisso a cui l'essere umano è disposto a spingersi, sacrificando ogni limite in gesti estremi pur di nutrire il proprio ego e salire sull'altare della fama. 
In ultimo, la rassegna nella stagione - quasi un festival- dei Concerti di "Sogno di una Notte al Chiostro", ideati dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Biella guidato dall'Assessore Sara Gentile che ha sostenuto con convinzione l'idea che un chiostro potesse diventare “ogni martedì” una casa della musica aperta a tutti. Una città che decide di investire nella musica classica e nella cultura è una città che sceglie di prendersi cura della propria anima e non solo della propria vetrina: un atteggiamento tutt'altro che scontato che rappresenta un vero atto di coraggio culturale ed è la ragione per cui Biella sta diventando un luogo dove la grande musica non passa ma abita.

"Biella sta diventando un luogo dove la grande musica non passa ma abita.

Nel Grande Slam, la promessa del dialogo tra le arti, letteratura, teatro, ombre, narrazione, non è rimasta figura retorica: è diventata metodo, grammatica, respiro quotidiano della programmazione.

La partitura
Il presidente Vietti aveva augurato, in apertura, di "comporre insieme una nuova armonia: non semplici note isolate, ma un grande spartito condiviso". Ecco lo spartito.
Venerdì Classica si confermano il basso continuo della stagione, solidi e riconoscibili, con una presenza costante di pubblico serata dopo serata. Sogno di una Notte al Chiostro con 1000 presenze in quattro serate, dimostrando come musica, estate e monumento possano formare una triade vincente: la cultura nel cuore di Biella, un sogno trasformato in realtà. I Concerti al Circolo Sociale del giovedì hanno restituito a un salotto storico la propria vocazione di luogo dell'ascolto e della conversazione. I Concerti delle 18 della serie Y hanno dato voce ai giovani talenti, il futuro della musica che si presenta al presente. I PiazzoPerosi hanno fatto della musica un filo rosso capace di intrecciarsi con scienza, letteratura, sport e arte. Infine #perosinrete e gli appuntamenti territoriali hanno registrato 1000 presenze, confermando la casa che esce dalle proprie mura e va incontro alle comunità. Da non dimenticare il #perosiperilsociale, nella casa circondariale, nelle RSA e con le istituzioni dedite al sociale.
 
E i crescendo mensili, come movimenti di una sinfonia: novembre 2025, a San Sebastiano, presenze illuminate da Trinità e angeli musicanti e dall'appuntamento di Andorno Micca; febbraio 2026, il mese più fitto, 26 esibizioni, quando Allegro Vivace in collaborazione con la Fondazione CRB in occasione della mostra Andy Warhol. Pop Art & Textiles riempiva le sale del brusio delle scolaresche, bambini che scoprivano che un violoncello vibra nel petto prima ancora che nell'orecchio; giugno e luglio 2026, circa 3000 presenze, la stagione fiorita all'aperto tra terrazze, cortili, giardini e chiostri, il profumo delle sere lunghe mescolato al suono.
 
La stagione concertistica è stata realizzata grazie al contributo di partner istituzionali quali il Ministero della Cultura, la Regione Piemonte e il Comune di Biella. Hanno inoltre sostenuto l’iniziativa i enti quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella (Bando “Traiettorie+”), la Fondazione Olly e il Rotary Club Biella, Lauretana, Met. Donatori privati tramite Art Bonus. Partner tecnici: Ass. Santo Sudario. Reti: Rete Adagio, Aiam, Cidim, Ai.For.Art.
 
“Un dato straordinario” commenta il Presidente Giovanni Vietti, “trattandosi di cultura ancorché di spettacolo. Ma un dato che, come dicono i musicisti, va letto come una partitura: non nella media aritmetica, bensì nel fraseggio. Grandi appuntamenti pubblici e concerti educativi, masterclass e talk, momenti per il pubblico numeroso e momenti per la relazione ravvicinata tra interprete e ascoltatore — ogni format ha svolto la propria funzione”.

La casa e i suoi punti fermi

Che cos'è una casa, si chiedeva la presentazione d'apertura, se non il luogo dove le aspirazioni trovano voce? A fine stagione la risposta si può presentare come:
· la continuità: undici mesi senza silenzi, una relazione con il pubblico costruita giorno dopo giorno, non un arcipelago di eventi isolati;
· la diversificazione: concerti, talk, progetti interdisciplinari — molte porte, una sola casa;
· il patrimonio come scenario: palazzi, chiese, chiostri, terrazze e giardini del Biellese restituiti alla loro vocazione di luoghi dell'ascolto;
· le giovani generazioni: Allegro Vivace e i concerti delle masterclass, dove formazione e produzione artistica si saldano come rami giovani su un albero robusto;
· la contaminazione: musica in dialogo con letteratura, arti visive, sostenibilità e storia, secondo la promessa fondativa del Grande Slam.

Verso il cinquantesimo

La 49ª Stagione consegna alla successiva ciò che aveva promesso e più di ciò che aveva promesso: una comunità di pubblico ampia e fedele, una costellazione di sedi, format riconoscibili a colpo d'occhio, una rete territoriale che cresce come un giardino ben curato — lentamente, con radici profonde.
La 50ª edizione avrà davanti a sé una duplice partitura: raccontare mezzo secolo di storia musicale e, insieme, interrogarsi sul futuro di un'Accademia che non è soltanto il luogo dove la musica si insegna e si esegue, ma lo spazio dove le persone si incontrano, un patrimonio riconosciuto dal Ministero della Cultura e recentemente dal Ministero dell’Università.
E poi c'è tutto il resto — i corsi, le masterclass, i seminari, i nuovi percorsi universitari, le tante novità che hanno reso Casa Perosi molto più della somma dei suoi concerti. Ma questa, come ogni buona storia che merita attenzione, è materia per un capitolo a parte.

Il torneo annunciato è stato giocato. La casa promessa è stata abitata. E la musica, come si era scritto in apertura, continua a risuonare: nella memoria, nel cuore, nelle strade di una città che ha scelto il suono come linguaggio universale.

C.S. Accademia Perosi, G. Ch.