La conferma è arrivata di recente, ma alle sue spalle c’è una vita trascorsa tra cavalli, allenamenti, sacrifici e competizioni. Francesco Aondio Bertero, 34 anni, di Candelo, è tra i cinque cavalieri iscritti dalla Federazione Italiana Sport Equestri ai Campionati del Mondo di concorso ‘completo’ che si terrà in Germania, ad Aquisgrana.
Dal 13 al 16 agosto rappresenterà l’Italia insieme a It’s Athene, la cavalla con cui ha raggiunto un’intesa speciale e affrontato un lungo percorso di crescita. Il loro nome compare nella rappresentativa azzurra destinata a uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’equitazione internazionale. Aquisgrana, considerata uno dei luoghi simbolo di questo sport, ospiterà una rassegna che avrà anche un peso decisivo in vista dei Giochi di Los Angeles 2028. Le sette migliori squadre del Mondiale, senza contare gli Stati Uniti già ammessi come Paese organizzatore, conquisteranno un posto-nazione alle Olimpiadi.
Per Francesco non sarebbe una qualificazione personale automatica: il risultato riguarderebbe l’Italia e le convocazioni individuali verrebbero decise successivamente. Il Mondiale rappresenta il primo passaggio lungo la strada che può condurre la squadra azzurra a Los Angeles. Per il cavaliere biellese è il coronamento di un sogno inseguito da sempre. L’equitazione, per lui, oltre che una disciplina sportiva, è una tradizione di famiglia, un lavoro e una parte essenziale della propria vita. Alla Tenuta La Mandria di Candelo ha trovato l’ambiente nel quale trasformare una passione ereditata in un impegno quotidiano: “Pratico questo sport da che ho ricordo. Per me è un lavoro, ma anche una tradizione di famiglia. L’equitazione fa parte della mia vita e arrivare a questo risultato è il coronamento di un sogno che ho sempre inseguito e cercato per molti anni”.
Nel corso della sua carriera ha preso parte a competizioni nazionali e internazionali, maturando l’esperienza necessaria per confrontarsi con atleti e cavalli di alto livello. Nel concorso ‘completo’, però, il valore del cavaliere non basta e come sottolinea Francesco, tutto dipende dall’intesa con il proprio cavallo e dalla forma di entrambi gli atleti. La disciplina viene spesso paragonata a un triathlon equestre: lo stesso cavaliere e lo stesso animale devono affrontare dressage, cross-country e salto ostacoli. Tre prove molto diverse, che richiedono precisione, coraggio, resistenza e fiducia reciproca. È questa varietà a rendere il ‘completo’ tanto affascinante quanto impegnativo.
Con It’s Athene, oggi dieci anni, l’intesa è nata fin da subito. Francesco l’ha acquistata quando la cavalla aveva quattro anni, ancora molto giovane, e ne ha riconosciuto immediatamente le qualità. Da quel momento è cominciato un lavoro paziente, partito dalle basi e cresciuto giorno dopo giorno: “Mi è piaciuta moltissimo fin dal primo momento. Aveva qualità sportive già fuori dal comune e tra noi è scattato subito qualcosa. Quando si ha la fortuna di incontrare un cavallo con il quale nasce quel feeling, tutto diventa più bello. Ci sono fatica, delusioni e soddisfazioni, ma con lei è stato un colpo di fulmine”.
Quella scintilla, da sola, non sarebbe bastata: il rapporto tra Francesco e It’s Athene è stato coltivato durante gli allenamenti, imparando a conoscersi e ad affrontare insieme le difficoltà. Nel ‘completo’ ogni cavallo ha caratteristiche differenti e il programma di lavoro deve essere adattato alle sue capacità, alle reazioni e alle necessità del momento: “Siamo partiti dall’ABC ed è un lavoro che dura tutta la vita. Quando capita un cavallo di questo tipo bisogna cercare ogni giorno di insegnargli qualcosa e di dargli gli strumenti per crescere nel modo giusto. Deve essere performante, ma anche fiducioso e nelle condizioni migliori per esprimersi”.
Lo sport di oggi richiede molto lavoro e molta dedizione. I cavalli devono imparare tante cose e noi dobbiamo essere attenti sia all’aspetto tecnico sia a quello fisico e mentale. La sinergia tra i due atleti si costruisce durante l’allenamento”.
Aondio insiste specialmente sul concetto di “cavallo atleta”. Nello sport moderno non è più sufficiente curare soltanto la preparazione tecnica. Bisogna prestare attenzione alla condizione fisica, all’equilibrio psicologico e al benessere dell’animale, rispettandone i tempi e costruendo una relazione fondata sulla fiducia: “Come qualunque atleta, anche il cavallo ha bisogno di equilibrio psicofisico. Un programma serrato, improntato allo sport e al benessere dell’animale” Visite specialistiche e un team paragonabile all’entourage di un moderno calciatore. “Nulla può essere lasciato al caso…”
La preparazione per Aquisgrana è un cammino iniziato molto tempo fa, tra allenamenti quotidiani, gare, risultati, errori e ripartenze. Ora, dopo avere cercato a lungo questa occasione, Francesco vuole affrontarla con determinazione, senza dimenticare il valore del momento: “La preparazione parte da lontano ed è un percorso che procede da anni. Adesso bisogna dare il massimo, ma anche essere capaci di godersi quello che sta accadendo. È il coronamento di un sogno inseguito per tutta la vita. Nel mio sport non sempre si riesce ad arrivare fino in fondo. Devono allinearsi tutti i pianeti: bisogna avere una buona carriera, incontrare il cavallo giusto e trovarsi nel momento migliore. Per questo voglio vivere pienamente questa esperienza”.
Dietro Francesco e It’s Athene c’è anche una squadra che lavora lontano dalle gare e dai riflettori. Il cavaliere tiene a ringraziare la famiglia, che gli ha trasmesso questa tradizione e gli ha permesso di crescere nell’ambiente equestre, insieme alle persone che ogni giorno seguono la preparazione e la cura della cavalla: “Io rappresento la punta dell’iceberg, ma per avere successo ad alto livello serve un gruppo completo. Dietro le quinte ci sono persone che dedicano anima e corpo al progetto. Quando si arriva a un momento come questo è in larga parte anche grazie a loro: è un successo condiviso”.
Anche la presenza della Federazione assume un valore importante. Francesco parla di una buona squadra e di un sostegno che accompagna gli atleti lungo un percorso complesso. Ad Aquisgrana il risultato del singolo si unirà alle ambizioni della rappresentativa italiana, chiamata a confrontarsi con le migliori nazioni del mondo.