A Strona prende forma un progetto dedicato alla riscoperta delle risorse idriche del territorio. L'amministrazione comunale intende avviare un censimento dei pozzi e delle sorgenti presenti nelle frazioni che, in passato, rappresentavano la principale fonte di approvvigionamento idrico per la popolazione.
Prima dell'allacciamento alla rete acquedottistica attuale, quasi tutte le 32 frazioni del paese disponevano di un proprio acquedotto consortile, alimentato da tre o quattro pozzi e sorgenti private. Una rete capillare che garantiva l'acqua necessaria agli abitanti e che, con il passare degli anni, è stata sempre meno utilizzata, fino a rimanere in molti casi in stato di abbandono o impiegata soltanto in maniera occasionale.
L'idea nasce dalla volontà di recuperare e conoscere meglio questo patrimonio idrico, anche alla luce dei cambiamenti climatici e delle sempre più frequenti emergenze legate alla scarsità d'acqua. “Vogliamo realizzare un censimento del nostro territorio chiedendo un supporto a Cordar, ora BCV Acque – spiega il sindaco Davide Cappio – Le estati sono sempre più calde e la disponibilità di acqua non può più essere data per scontata. È doveroso valutare tutte le risorse esistenti e verificare se, in caso di necessità e nel rispetto delle normative vigenti, possano tornare a essere utilizzate come fonti di approvvigionamento”.
Il progetto guarda anche alla gestione sostenibile della risorsa idrica: l'eventuale utilizzo dei pozzi per impieghi non domestici consentirebbe infatti di ridurre il consumo di acqua potabile, favorendo un uso più responsabile delle risorse disponibili.
Accanto all'aspetto legato alla siccità, il censimento potrebbe offrire indicazioni utili anche sul fronte della prevenzione del dissesto idrogeologico. “Il mancato prelievo dell'acqua dalle falde sotterranee può contribuire, in alcune situazioni, ad aumentare la saturazione del terreno durante gli eventi meteorologici più intensi, favorendo movimenti franosi – sottolinea Cappio - Per questo motivo il recupero e il monitoraggio delle antiche fonti idriche potrebbero rappresentare un ulteriore strumento di conoscenza del territorio e di prevenzione, affiancando le tradizionali attività di manutenzione e controllo”.
Una soluzione che potrebbe essere adottata anche in altre realtà comunali, visto gli scenari ambientali futuri a cui stanno assistendo le comunità locali.