A settembre 2026 apre il Polo 0-6 di via delle Roggie, il nuovo spazio educativo che la città dedica ai suoi bambini più piccoli. Non è solo un edificio: è la scommessa di un intero territorio su un'idea precisa di infanzia, quella che riconosce nel bambino un protagonista competente, curioso, capace di costruire il proprio sapere attraverso le mani, la materia e la relazione.
Poche settimane fa gli occhi del mondo si sono posati su Reggio Emilia, in occasione della visita della Principessa del Galles Kate, che ha voluto conoscere da vicino l'approccio educativo nato dall'intuizione di Loris Malaguzzi. Quella visita ha riportato alla cronaca internazionale un pensiero pedagogico che Biella non scopre oggi: da anni il Coordinamento Pedagogico Territoriale della città dialoga con quella tradizione, l'ha fatta propria nel Manifesto 0-6 e nel Patto pedagogico e politico dei diritti dell'infanzia, costruito insieme a educatrici e insegnanti del territorio.
Oggi Biella fa un passo ulteriore: da progetto pedagogico a progetto di città.
Con "Fili e Radici", l'amministrazione comunale chiede a tutta la comunità biellese di contribuire concretamente alla vita del nuovo Polo 0-6, donando cose semplici ma preziose per i bambini. Da un lato i materiali di scarto delle imprese e degli artigiani del territorio — rocchetti, stoffe, legno lavorato, oggetti che hanno già una storia — destinati a diventare, nelle mani dei bambini, strumenti di esplorazione senza istruzioni né obiettivi predefiniti. Dall'altro piante, donate da famiglie, vivaisti e catene di grande distribuzione aderenti, perché il verde negli spazi educativi insegni ogni giorno, silenziosamente, il tempo, la cura, la responsabilità.
“Non è un progetto che riguarda solo i nidi e le famiglie perché con questa iniziativa la città si stringe attorno ai propri bambini: imprese, artigiani, vivaisti, famiglie, associazioni, ciascuno chiamato a fare la propria parte per il nuovo Polo 0-6. È un gesto semplice che dice una cosa che per noi è essenziale: i bambini di Biella sono una responsabilità e una ricchezza che appartengono a tutta la comunità”, spiega Livia Caldesi, assessore all’Istruzione, che tocca con mano la realtà dei servizi cittadini ed è motore dell’iniziativa.
“Fili e Radici è anche un investimento economico sull’infanzia: diamo una seconda vita a materiali che le imprese del territorio destinerebbero altrimenti allo scarto, in linea con gli obiettivi di riciclo, recupero e riuso dell’Agenda 2030. È un modo concreto per far dialogare la sostenibilità del nostro tessuto produttivo con il futuro dei più piccoli, perché l’intera città — imprese, vivaisti, cittadini, associazioni — si riconosca in un investimento comune sul proprio futuro” sono le parole di Anna Pisani, assessore alle Attività Produttive.
Come partecipare?
Le imprese e i cittadini interessati a donare materiali o piante possono scrivere a cpt_biella@comune.biella.it ; contattare il numero 331 2343089. Tutte le informazioni sono inoltre disponibili su https://comune.biella.it/progetto-fili-e-radici/