Interesse e nutrito pubblico a Miagliano per la proiezione del docufilm dal titolo “Masche, le streghe di Levone, andata in scena nella serata di giovedì scorso, 30 luglio, nei locali del Lanificio Botto.
L’evento, realizzato nell'ambito del progetto “Sui passi delle Streghe di Levone”, ha proposto un viaggio tra storia, tradizioni e memoria popolare, alla scoperta delle vicende delle masche, figure che appartengono all'immaginario piemontese ma che affondano le proprie radici in fatti realmente accaduti. Attraverso testimonianze e ricostruzioni storiche, il documentario ha così dato voce alle donne che, tra Quattrocento e Cinquecento, furono accusate di stregoneria e condannate.
Alla serata, oltre all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Mognaz, erano presenti anche i rappresentanti del comune di Levone: in tale occasione, è stato illustrato il percorso di valorizzazione culturale da cui nasce il docufilm, a cui si è aggiunto il progetto che unisce Levone, Miagliano, Rifreddo, Saint-Denis e Triora. Cinque paesi che hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione per valorizzare un patrimonio storico e antropologico comune. Sebbene lontani geograficamente, questi territori condividono una memoria spesso dimenticata: quella dei processi per stregoneria che portarono alla persecuzione e alla condanna di giovani donne, oggi riscoperte come simbolo di una riflessione sulla storia e sulla condizione femminile.
Inoltre, il legame tra Levone e Miagliano è particolarmente significativo. Se il docufilm ripercorre la tragica vicenda delle donne levonesi accusate di essere masche, a Miagliano la memoria conduce alla storia di Giovanna De Monduro, arsa viva nel 1471 con l'accusa di stregoneria. Due racconti che appartengono a territori diversi ma che parlano della stessa pagina di storia, oggi al centro di un percorso condiviso di ricerca, divulgazione e valorizzazione culturale.