La comunicazione della Provincia di Biella relativa al procedimento FILLE rappresenta un passaggio importante, da accogliere con soddisfazione, ma anche con la necessaria prudenza.
L’iter amministrativo non è ancora concluso e la società proponente potrà presentare le proprie osservazioni entro i termini previsti. Tuttavia, il preavviso di diniego e i rilievi tecnici formulati dalla Provincia costituiscono un risultato significativo: molte delle criticità evidenziate nel corso degli ultimi mesi sono state riconosciute e prese in considerazione durante l’istruttoria.
Come rappresentanti dei cittadini che si sono mobilitati in difesa della Valle Elvo, riteniamo doveroso ringraziare innanzitutto le amministrazioni e i rispettivi tecnici, che hanno seguito la vicenda con serietà e senso di responsabilità. In particolare, il Comune di Netro e l’Unione Montana Valle Elvo hanno espresso con chiarezza la propria posizione, sostenendola attraverso atti formali, approfondimenti tecnici e un confronto costante con il territorio. Un ringraziamento va inoltre ai sindaci di Donato, Graglia e Muzzano per la vicinanza dimostrata e per aver messo a disposizione gli spazi destinati agli incontri divulgativi.
Un riconoscimento particolare va anche all’associazione Pro Natura – Circolo Tavo Burat, che fin dall’inizio ha offerto gratuitamente competenze, tempo, attenzione e preziosi contributi tecnici. Il suo impegno, costante e generoso, rappresenta per molti cittadini un importante punto di riferimento per comprendere una materia complessa, caratterizzata da norme, procedimenti, valutazioni idrogeologiche e possibili ricadute sul territorio.
Questo primo risultato appartiene anche ai cittadini della Valle Elvo: a chi ha partecipato agli incontri, letto documenti complessi, studiato le norme, distribuito volantini, raccolto contatti, condiviso informazioni, posto domande, discusso con serietà e cercato di comprendere prima di assumere una posizione. Un’attività silenziosa, spesso svolta nel tempo libero e senza visibilità personale, ma animata da un obiettivo comune: difendere una risorsa essenziale come l’acqua e chiedere che ogni decisione venga assunta sulla base di dati completi, trasparenti e verificabili.
La vicenda FILLE sta dimostrando che una comunità può mobilitarsi in modo civile e responsabile. Ha favorito una significativa coesione tra cittadini, amministrazioni, associazioni e professionisti: soggetti differenti, con ruoli distinti, ma uniti dalla consapevolezza che il futuro della Valle Elvo riguarda tutti.
Per questo oggi possiamo parlare di cauto ottimismo. Non perché il procedimento sia concluso, ma perché l’attività svolta finora ha prodotto effetti concreti. La Provincia ha rilevato carenze nella documentazione presentata e ha richiamato la necessità di approfondire aspetti fondamentali: lo stato della risorsa idrica, le sorgenti, le captazioni esistenti, il bilancio idrico, le possibili interferenze con il territorio e la sostenibilità complessiva del progetto.
È ora necessario mantenere alta l’attenzione, senza trasformare un passaggio procedurale in una conclusione definitiva. Continueremo a seguire l’iter con equilibrio, trasparenza e determinazione, nella convinzione che la partecipazione informata dei cittadini costituisca una risorsa per le istituzioni e per l’intero territorio.
La Valle Elvo sta dimostrando che, quando cittadini e amministrazioni operano insieme, la tutela del bene comune acquista maggiore forza. Qualunque sia l’esito del procedimento, questo rappresenta già un risultato importante.