Il presidente di Cordar lancia un appello ai cittadini: «Ringrazio gli operatori Cordar, che non si risparmiano e lavorano giorno e notte per garantire il servizio e risolvere le criticità che si presentano sul territorio.Sono cinque mesi che non piove». È con questa constatazione, tanto semplice quanto allarmante, che il presidente di Cordar, Gabriele Martinazzo, fotografa una situazione che non può più essere sottovalutata. Nessun allarmismo, ma la volontà di riportare il dibattito su dati concreti, lontano dalle polemiche che nelle ultime settimane hanno animato i social network.
«Bisogna essere chiari sulla situazione, con la massima lucidità e non da leoni da tastiera», esordisce Martinazzo. «Iniziamo a dare dati concreti e non aleatori: sono cinque mesi che non si registrano precipitazioni significative. Già questo dovrebbe spiegare lo scenario che stiamo vivendo. Le dighe sono senza acqua, l'inverno ci ha lasciato pochissima neve e per di più arrivata in ritardo, senza consentire di alimentare adeguatamente le riserve. È il segnale evidente di un clima che sta cambiando».
Lo scenario è sotto gli occhi di tutti. Colline ingiallite, prati bruciati dal sole, corsi d'acqua in sofferenza e risaie in secca raccontano una realtà che va ben oltre il servizio idrico. La siccità sta colpendo l'intero territorio e rappresenta un'emergenza oggettiva.
«I ghiacciai si stanno sciogliendo, in alcune località alpine vengono addirittura chiuse piste da sci per la mancanza di condizioni adeguate, come accaduto a Zermatt. Questa cosa non ci dice nulla? È un fenomeno che riguarda tutti e che non possiamo continuare a ignorare».
Martinazzo respinge le battute inopportune rivolte all'azienda. «Non possiamo attribuire ogni responsabilità a Cordar. Se durante l'inverno non si riesce a immagazzinare acqua, se le falde sono vuote e i fiumi sono in secca, è evidente che il problema nasce molto prima della rete idrica. Certo, come ogni infrastruttura anche la rete presenta delle criticità, ma viene costantemente monitorata e gli interventi vengono eseguiti senza sosta».
Il presidente tiene a sottolineare il lavoro degli operatori dell'azienda, impegnati quotidianamente ad affrontare un periodo estremamente delicato. «Ringrazio tutti gli operatori Cordar che, in queste settimane, non si stanno risparmiando. Lavorano giorno e notte per risolvere le problematiche che si presentano e garantire il servizio ai cittadini. Lo stanno facendo anche in queste ore per riportare alla normalità la situazione a Quaregna Alta, dopo il guasto che ha causato la temporanea interruzione dell'erogazione dell'acqua. A loro va il mio più sincero ringraziamento per la professionalità e il grande senso del dovere dimostrati».
L'appello finale è rivolto direttamente ai cittadini. «Chiedo a tutti di fare attenzione ai consumi. Tante piccole azioni possono fare la differenza: chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, durante la rasatura o evitare sprechi inutili. Sono gesti di cui si parla da anni, ma oggi più che mai possono contribuire a preservare una risorsa fondamentale».
La crisi idrica non è una percezione né un argomento da alimentare con accuse sui social. È una realtà certificata da cinque mesi di siccità, da un inverno con poca neve e arrivata in ritardo, da falde impoverite e da riserve idriche sempre più ridotte. Di fronte a un'emergenza che interessa l'intero territorio, servono responsabilità, collaborazione e una maggiore consapevolezza: perché l'acqua è un bene prezioso e, oggi più che mai, non può essere sprecata.