/ ATTUALITÀ

ATTUALITÀ | 31 luglio 2026, 12:07

Acqua per l’irrigazione, le associazioni ambientaliste chiedono chiarimenti alla Provincia sulle integrazioni del Consorzio Baraggia

Acqua per l’irrigazione, le associazioni ambientaliste chiedono chiarimenti alla Provincia sulle integrazioni del Consorzio Baraggia

Acqua per l’irrigazione, le associazioni ambientaliste chiedono chiarimenti alla Provincia sulle integrazioni del Consorzio Baraggia

È scontro sulla gestione delle risorse idriche nel Biellese. Alcune associazioni ambientaliste hanno inviato una richiesta formale di chiarimenti alla Provincia di Biella in merito alle delibere del Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese che autorizzano alcune cosiddette “integrazioni di soccorso” dalle dighe di Ravasanella e dell’Ingagna.

Nel mirino sono finite in particolare la delibera numero 648 del 6 luglio e la numero 649 del 20 luglio 2026, con le quali il Consorzio ha previsto rispettivamente un’integrazione del torrente Rovasenda per le utenze di valle e una dotazione di soccorso a favore della roggia di Buronzo.

Secondo le associazioni, la qualificazione di questi interventi come “integrazioni di soccorso” e non come deroghe solleverebbe dubbi sulla correttezza delle procedure adottate. La contestazione riguarda soprattutto il fatto che, a loro giudizio, il Consorzio avrebbe disposto movimentazioni di acqua pubblica verso aree diverse da quelle previste dalle concessioni senza un preventivo atto autorizzativo della Provincia, che è l’autorità competente sulla gestione del demanio idrico.

Nella lettera viene inoltre richiamato il tema della crisi idrica e delle recenti autorizzazioni provinciali sulle deroghe al deflusso ecologico, sostenendo che le decisioni del Consorzio potrebbero incidere sugli equilibri ambientali dei corsi d’acqua, in particolare sui torrenti Cervo ed Elvo.

Le associazioni chiedono quindi alla Provincia di verificare la legittimità degli atti adottati dal Consorzio, chiarire se fosse necessario un ulteriore provvedimento autorizzativo e, nel caso, adottare eventuali misure correttive.

Ora si attende la risposta dell’ente provinciale, chiamato a fare chiarezza sul delicato equilibrio tra necessità irrigue del territorio e tutela della risorsa idrica.

redazione c

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore