Il 56% delle famiglie italiane ha ormai un impianto di raffrescamento e nel 2025 il mercato è cresciuto dell'8,5%. Ma il comfort estivo, avverte Emmebistore, e-commerce italiano di materiale elettrico e climatizzazione, dipende meno dall'apparecchio e più da come si gestisce la casa. Ecco le mosse che contano e gli errori da evitare.
L'aria condizionata in Italia non è più un lusso: secondo l'ultima rilevazione ISTAT, nel 2024 il 56% delle famiglie disponeva di almeno un sistema di raffrescamento, una quota quasi raddoppiata rispetto al 29,4% del 2013 e in crescita di oltre sette punti solo dal 2021. Sul fronte del mercato, i dati Assoclima parlano di un settore in piena espansione: nel 2025 il fatturato dei componenti per la climatizzazione ha toccato i 2,9 miliardi di euro, in aumento dell'8,5%, con i condizionatori monosplit cresciuti del 16% a volume.
Dietro i numeri, però, c'è un altro dato meno rassicurante: quasi una famiglia su due ancora non ha un impianto, e chi ce l'ha spesso lo acquista e lo usa nel modo sbagliato. È il punto di osservazione di Emmebistore (emmebistore.com), e-commerce italiano specializzato in materiale elettrico, climatizzazione e termoidraulica, che a ogni ondata di calore registra la stessa impennata di richieste. «Nei giorni più caldi arrivano ordini d'urgenza, spesso al prezzo peggiore e senza tempo per scegliere - osserva l'azienda - . Ma il comfort estivo dipende molto meno dall'apparecchio di quanto si pensi, e molto di più da come si gestisce la casa». Di seguito, ciò che davvero fa la differenza tra una casa vivibile e una in cui non si respira.
Prima ancora del condizionatore: le mosse che non costano nulla
La regola è semplice: è molto più facile impedire al calore di entrare che scacciarlo una volta dentro. Tre abitudini, a costo quasi zero, cambiano la percezione di una stanza.
Fermare il sole alle finestre: tende, persiane e soprattutto schermature esterne (tapparelle, frangisole) bloccano il calore prima che scaldi i vetri. Di giorno, sul lato esposto al sole, meglio tenere chiuso: una finestra soleggiata è come un piccolo radiatore acceso.
Ventilare nelle ore giuste: si spalanca di notte e all'alba, quando fuori fa più fresco che dentro, e si chiude tutto quando la temperatura esterna supera quella interna. Aprire le finestre a mezzogiorno, con l'idea di "far cambiare aria", fa entrare solo altro caldo.
Spegnere le fonti di calore interne: forno, piano cottura, phon, lampade tradizionali e persino i dispositivi elettronici lasciati accesi contribuiscono a scaldare gli ambienti. Cucinare nelle ore fresche, quando possibile, aiuta più di quanto sembri.
«Molti comprano potenza per compensare una casa che accumula calore tutto il giorno - nota Emmebistore-. Spesso, prima di pensare all'apparecchio più grande, basterebbe schermare bene le finestre».
Il condizionatore, usato bene
Chi ha già un impianto spesso lo usa nel modo che lo rende meno efficiente e meno salutare. Poche accortezze bastano a cambiare il risultato.
La temperatura giusta: gli enti sanitari indicano di mantenere gli ambienti intorno ai 26 gradi e di non superare una differenza di 6-7 gradi rispetto all'esterno. Scendere a 20 gradi non rinfresca prima: consuma di più, aumenta il rischio di malanni da sbalzo termico e stressa l'impianto.
La pulizia dei filtri: è l'operazione più trascurata e la più utile: filtri intasati significano meno resa, più consumi e aria peggiore. Vanno puliti a inizio stagione e controllati durante l'estate. Un condizionatore sporco lavora come uno vecchio.
Timer e modalità notturna: tenere l'impianto al massimo tutta la notte è inutile e disturba il sonno: le funzioni notte e i timer raffrescano al momento giusto e poi si autoregolano.
Attenzione a dove soffia: un'unità coperta da mobili o tende, o un telecomando appoggiato vicino a una fonte di calore, mandano fuori giri l'apparecchio senza motivo.
«Il condizionatore più efficiente, se installato male o mai pulito, consuma come un modello di dieci anni fa - sottolinea Emmebistore -. La manutenzione è la parte che rende davvero l'acquisto».
Ventilatore, deumidificatore e i piccoli alleati
Non tutto passa dallo split. Alcuni strumenti economici, usati con intelligenza, fanno una parte importante del lavoro.
Il ventilatore: non abbassa la temperatura, ma aumenta il comfort percepito muovendo l'aria, a una frazione del consumo di un condizionatore. Usato insieme allo split permette spesso di alzare la temperatura impostata di un grado o due, con lo stesso benessere e meno spesa.
L'umidità: molte volte non è il caldo in sé a rendere l'aria pesante, ma l'umidità. Un deumidificatore, o la funzione dry del climatizzatore, può migliorare il comfort anche senza raffreddare troppo.
Portatili o fissi: i condizionatori portatili sono comodi e non richiedono installazione, ma sono in genere più rumorosi e meno efficienti dei fissi: una buona soluzione per la singola stanza o per chi è in affitto, meno per raffrescare tutta la casa.
«A ogni ondata di calore vediamo un'impennata di richieste di ventilatori e portatili, comprati d'urgenza quando ormai la disponibilità è bassa e i prezzi alti - riferisce l'azienda -. Chi ci pensa a primavera trova più scelta e spende meno».
La casa (e l'impianto elettrico) sotto stress
C'è un aspetto che quasi nessuno considera: durante i picchi di caldo aumenta il carico elettrico complessivo. Condizionatori accesi a lungo, frigoriferi e congelatori che lavorano di più, ventilatori in ogni stanza. È il momento in cui è più facile far scattare il contatore o mandare in sofferenza prese e prolunghe.
Qualche precauzione evita brutte sorprese: non collegare più apparecchi ad alto assorbimento alla stessa presa o alla stessa ciabatta, usare prolunghe adeguate e non improvvisate, e controllare che frigorifero e congelatore abbiano guarnizioni integre, perché con il caldo esterno lavorano al limite.
«L'elettrico è il nostro mestiere e d'estate lo vediamo bene - commenta Emmebistore -. Molte richieste di prese e ciabatte nascono da un uso improvvisato nelle giornate torride: il caldo mette sotto sforzo anche l'impianto di casa, non solo le persone».
Il comfort estivo è soprattutto organizzazione
Il filo che lega tutti questi accorgimenti è che l'attrezzatura arriva per ultima. Una casa schermata e ventilata al momento giusto, un impianto pulito e usato con buonsenso, qualche alleato economico e un occhio ai carichi elettrici fanno, insieme, più di qualsiasi acquisto dell'ultimo minuto.
La differenza tra subire il caldo e conviverci, insomma, si gioca in gran parte prima che il termometro salga. Chi arriva preparato all'estate nella casa e negli acquisti la attraversa con meno fatica e meno spese impreviste.