Da cittadino biellese di origine, da contribuente e da persona che per anni si è occupata di gestione e responsabilità ambientale in campo aziendale — abituata quindi a valutare la fattibilità reale dei progetti —, desidero offrire una riflessione serena sull'intervento ai Giardini Zumaglini.
Il primo aspetto è quello economico. A Biella esiste già una piazza del mercato storica e strutturata da decenni. Da contribuente appare difficile comprendere la scelta di impiegare risorse pubbliche per riorganizzare uno spazio e spostare delle alberature, quando sul territorio sono già disponibili alternative consolidate.
Il secondo fattore è di natura ambientale. I ciliegi dei giardini, pur non essendo alberi ad alto fusto, sono piante che hanno comunque una loro età e un apparato radicale insediato. Nella mia esperienza e nei confronti avuti negli anni con tecnici del settore, le operazioni di trapianto richiedono grande cautela e devono avvenire tassativamente durante il riposo vegetativo della pianta (in autunno o inverno) per ridurne lo stress e garantirne la sopravvivenza.
Infine, vi è l'aspetto storico e identitario. I Giardini Zumaglini sono un elemento centrale della memoria e del paesaggio urbano biellese. Modificare un viale alberato è una scelta impattante, che merita sempre un'attenta valutazione tra i costi, i benefici reali per la comunità e la tutela del nostro patrimonio verde.
Alessandro Argentero - Cittadino biellese ed ex responsabile ambientale