L'epatite C è una malattia che spesso non dà sintomi, ma può provocare gravi conseguenze per il fegato se non viene individuata in tempo. Per questo l'ASL di Biella, in occasione della Giornata mondiale contro l'epatite del 28 luglio, rilancia le attività di prevenzione con una giornata dedicata ai test gratuiti e con un progetto che nelle ultime settimane ha coinvolto anche alcune aziende del territorio.
Martedì 28 luglio, dalle 17 alle 19, nella sede del Drop IN di Biella, in piazza Don Giorgio Coda 18/F, tutti i cittadini potranno sottoporsi gratuitamente al test rapido per l'epatite C. Non è necessaria la prenotazione né l'impegnativa del medico: bastano pochi minuti per effettuare uno screening che può rivelarsi decisivo per una diagnosi precoce.
L'iniziativa rientra nella campagna di sensibilizzazione promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e si affianca al lavoro che il Servizio per le Dipendenze (SerD) dell'ASL BI sta portando avanti sul territorio. Negli ultimi giorni, infatti, gli operatori del SerD, insieme al Dipartimento di Prevenzione e al Drop IN, hanno raggiunto alcune aziende biellesi proponendo il test ai dipendenti nati tra il 1969 e il 1989. Nelle prime realtà coinvolte hanno aderito circa 380 lavoratori.
L'attività fa parte del programma nazionale di screening gratuito avviato dal Ministero della Salute e sostenuto dalla Regione Piemonte, rivolto ai cittadini nati tra il 1969 e il 1989, oltre che alle categorie considerate maggiormente esposte al rischio di infezione, come le persone con dipendenze e la popolazione detenuta.
Chi rientra nella fascia d'età prevista può comunque effettuare il test durante tutto l'anno anche nei centri prelievi di Biella e Cossato. Lo screening è accompagnato da un percorso informativo che spiega le modalità di trasmissione del virus, i comportamenti da adottare per prevenirne la diffusione e le possibili complicanze dell'infezione.
Per i pazienti seguiti dal SerD, diretto dal dottor Lorenzo Somaini, il controllo viene effettuato con un test rapido tramite una semplice puntura del polpastrello, una procedura poco invasiva che permette di verificare la presenza degli anticorpi contro il virus HCV.
Una patologia che può restare nascosta per anni
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'epatite virale continua a rappresentare una delle principali cause di mortalità nel mondo. Ogni anno circa 1,3 milioni di persone perdono la vita per le complicanze dell'infezione, tra cui cirrosi e tumore del fegato, mentre ogni giorno si registrano migliaia di nuove infezioni da epatite B e C.
L'epatite C è particolarmente insidiosa perché può rimanere silenziosa per molti anni, senza provocare disturbi evidenti. Proprio questa caratteristica rende fondamentale la diagnosi precoce. Oggi, infatti, le terapie antivirali di ultima generazione consentono di eliminare definitivamente il virus in oltre il 95% dei casi.
Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto con sangue infetto. Se in passato il rischio era legato soprattutto alle trasfusioni effettuate prima dell'introduzione dei controlli sistematici sul sangue donato, oggi la principale modalità di trasmissione è associata alla condivisione di aghi e siringhe. Restano comunque possibili altre vie di contagio, come l'utilizzo di strumenti non adeguatamente sterilizzati per tatuaggi e piercing, la condivisione di rasoi o spazzolini contaminati e, più raramente, la trasmissione dalla madre al figlio durante il parto.
L'invito dell'ASL di Biella è quindi quello di cogliere l'opportunità offerta dallo screening gratuito: un test semplice e veloce può permettere di scoprire precocemente un'infezione spesso invisibile e di accedere tempestivamente a cure oggi altamente efficaci.