Riprende il percorso verso la riapertura della funivia di Oropa, fermo da circa due mesi dopo la richiesta, da parte del settore Opere Pubbliche della Regione Piemonte, di ulteriori approfondimenti tecnici. A confermarlo è il sindaco di Biella, Marzio Olivero, che spiega come il Comune abbia già completato le indagini geologiche richieste: "La Regione ci aveva chiesto di effettuare una serie di verifiche geologiche, per le quali è stato necessario affidare un incarico a uno studio specializzato", afferma il primo cittadino. Gli esiti sono stati trasmessi a Palazzo Lascaris e, secondo quanto riferito dal sindaco, hanno dato tutti esito positivo, senza evidenziare criticità tali da rallentare ulteriormente il procedimento.
Successivamente è arrivata un'ulteriore richiesta di integrazioni, questa volta di carattere amministrativo. "I nostri uffici hanno predisposto rapidamente tutta la documentazione richiesta. Con l'invio degli ultimi atti potremo avviare la conferenza dei servizi", continua Olivero.
Si tratta di una fase decisiva dell'iter autorizzativo, durante la quale saranno acquisiti pareri, autorizzazioni e nulla osta degli enti coinvolti. Al termine, il Comune potrà procedere con la gara d'appalto. Intenzione dell'amministrazione è quella di affidare con un unico appalto sia la progettazione sia l'esecuzione dei lavori.
Sulle tempistiche il sindaco preferisce mantenere prudenza, anche se l'ipotesi è quella di arrivare all'assegnazione della gara nel corso dell'autunno. Dopo l'approvazione del progetto, il cantiere dovrebbe richiedere circa otto mesi di lavoro, tenendo però conto delle condizioni meteorologiche in quota e della necessaria sospensione durante il periodo invernale. Molti componenti dell'impianto saranno comunque realizzati in stabilimento e successivamente assemblati sul posto.
La funivia di Oropa era stata spenta nel dicembre 2021, quando ha raggiunto il termine del proprio ciclo di esercizio, e nel corso degli anni il costo dell'opera è aumentato considerevolmente: la stima iniziale di 5,4 milioni di euro salita fino a 12,5 milioni nella fase operativa del progetto. Per finanziare l'intervento il Comune ha previsto l'accensione di un mutuo, affiancato dai 2,5 milioni di euro stanziati dalla Regione Piemonte, dall'utilizzo di un milione di euro di avanzo di amministrazione e da un contributo della Provincia pari a 30 mila euro all'anno per vent'anni.