“La raccolta firme per il passaggio all’ASL di Biella è una vera boutade che pare tanto una provocazione”. Non usa mezzi termini Paolo Setti, sindaco di Coggiola che, nei giorni scorsi, si è seduto ad un tavolo con i rappresentanti dei comuni di Ailoche, Crevacuore, Pray e Portula per parlare dell’iniziativa promossa da CGIL e SPI.
In particolare, della richiesta ufficiale che i sei comuni della Valsessera senza medico di base escano dall'ASL di Vercelli. Dagli amministratori locali, però, è giunta una risposta dura e particolarmente netta sul tema: “È mancato totalmente il confronto tra i sindacati e i primi cittadini di questi paesi che, da oltre 5 anni, seguono e affrontano ogni giorno simili tematiche – sottolinea Setti a nome dei sindaci – Discutere e prendere decisioni in maniera coesa è un metodo necessario per trovare una giusta soluzione. Lo stesso trasferimento sotto l’egida dell’ASL di Biella non risolverebbe le questioni che da tempo abbiamo sollevato sui giornali e negli incontri istituzionali”.
Per il sindaco Setti sono due le tematiche che vanno urgentemente affrontate: “Potenziare i servizi dell’ambulatorio di Coggiola, oltre ad aumentare i numeri dei medici di medicina generale. Un tema che interessa non solo a livello locale e regionale ma purtroppo tocca molte zone d’Italia”.
Sulla Casa di Comunità di Ponzone, a Valdilana, scelta come possibile meta di accesso una volta realizzato il passaggio all’ASL di Biella, Setti è chiaro: “Non è ancora entrata a regime, credo che sia prematuro affermare che sarà a disposizione dei cittadini dell’alta Valsessera senza che le rispettive aziende sanitarie locali abbiano preso una decisione”.
Infine, all’orizzonte, sono previsti ulteriori confronti con la Regione Piemonte: “È in programma un incontro con l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, proprio su queste tematiche. Si ha bisogno, infatti, di risposte quanto più chiare e concrete che da sempre cerchiamo di avere e di dare, oltre che ai cittadini che amministriamo, anche a noi stessi”.