Valle Cervo - 11 luglio 2026, 18:40

Valle Cervo, Monte Bo: i consigli di Newsbiella Turismo FOTO e VIDEO

Dove il Biellese sfiora il cielo a 2.556 metri

Valle Cervo, Monte Bo: i consigli di Newsbiella Turismo

Quella del Cervo è la “Valle di Pietra” e il Monte Bo ne è l’emblema per eccellenza. Alta 2.556 metri, la vetta, ufficialmente definita come la più elevata del Biellese, segna il confine tra la pianura e le Alpi. L’unicità di questo luogo è data infatti dalla duplicità del panorama: guardando verso sud si apre la vista sulla pianura, su vallate erbose e su rilievi di più bassa altitudine, mentre volgendo lo sguardo verso nord si possono ammirare paesaggi severi e selvaggi, tipici delle Alpi. A contraddistinguere la cima una costruzione piramidale in ferro, la tipica targhetta di vetta e la statua bianca della Madonna, nuovamente riposta a vegliare sulla valle nell’agosto 2025, a seguito di un restauro dovuto ad atti vandalici.

Il sentiero per la via normale del Bo (E70/ E74), che ha origine a Montesinaro, mostra diversi scenari: parte con un primo tratto immerso nel bosco, per poi risalire una vallata erbosa che apre lo sguardo sulla meta, sempre ben visibile da quasi tutto il percorso. Dopo un tratto pianeggiante e una decisa risalita su un pendio erboso, l’atmosfera cambia totalmente: rocce, pietraie ed equilibrata austerità. Seguendo l’itinerario si giunge a Piazza d’Armi, un affascinante pianoro roccioso sul quale sono stati costruiti numerosissimi ometti di pietra. Qui l’ultima salita per la vetta si svolge su una pietraia, portando a una cresta con alcuni tratti leggermente più esposti e attrezzati con corde fisse. La difficoltà è EE (“Escursionisti Esperti”).

L’escursione al Monte Bo è un’esperienza di dialogo con l’ambiente circostante che richiede attenzione e confidenza con l’ambiente alpino. Si tratta di un itinerario che non ha punti di appoggio se non il Bivacco P. Mauro Antoniotti, posto appena sotto la cima. Per questo si deve essere preparati, non solo per l’esteso dislivello da affrontare (circa 1.556 m), ma anche per le difficoltà in cui non è così raro incorrere: cambiamenti meteo repentini, nebbia, pietre umide e ghiaccio nella stagione autunnale. Nelle giornate soleggiate si possono avvistare le più importanti vette del nord-ovest, il Monte Rosa in primo piano, il Monte Bianco in lontananza e, più vicino al sentiero, qualche camoscio o qualche vispa marmotta sul chi va là.

Se il paesaggio alpino del Monte Bo invita sempre a prestare attenzione alle proprie valutazioni, è vero anche che permette di entrare in profonda connessione con la montagna. Durante la salita da Piazza d’Armi fino al colle che conduce sulla cresta finale ogni passo risuona nella vasta conca di pietra, ricreando un effetto che non passa inosservato nemmeno al più inesperto lettore delle Alpi. In quel suono si percepisce l’eterna imperatività di chi ha il potere di decidere che cosa sta per accadere e l’esiguità di chi, solamente di passaggio, di quei luoghi avrà un ricordo profondo e indelebile.

Marina Bazzocchi