ATTUALITÀ - 10 luglio 2026, 09:00

"Sono una Biella notizia", una tutina in dono per ogni nuovo nato all'Ospedale

L'iniziativa, pensata dal personale dell'Ostetricia e Ginecologia dell'ASL BI, è stata resa possibile grazie alla generosità di una donatrice.

Sono una Biella notizia: nel Biellese, tra i territori più anziani d'Italia, ogni culla è una promessa di futuro

Prenderà il via nei prossimi giorni all’ASL BI il progetto «Sono una Biella notizia»: per ogni nuova vita che verrà alla luce nel Punto Nascita sarà donata una tutina, consegnata ai genitori come primo, simbolico “benvenuto” da parte dell'Ospedale e della comunità biellese.

L'iniziativa nasce da un'idea del personale della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell'ASL BI, diretta dalla dottoressa Bianca Masturzo, e ha incontrato la sensibilità di una donatrice biellese, vicina all’Ospedale in molti progetti. Si tratta della Sig.ra Marisa Panizza, che nei mesi scorsi ha donato il pianoforte del marito Adriano: uno strumento che così potrà continuare ad essere suonato a beneficio di tutti. La tutina per i nuovi nati è per lei un inno alla vita.

Questo progetto è un nuovo capitolo di una lunga storia di generosità che lega la famiglia Panizza all'Ospedale di Biella e al territorio. Un impegno iniziato da Adriano e proseguito negli anni dalla Sig.ra Marisa in suo ricordo. Con «Sono una Biella notizia», questa attenzione alla comunità biellese abbraccia oggi anche i suoi cittadini più piccoli, fin dal primo giorno di vita.

Un gesto semplice, ma dal significato profondo per il territorio, che da anni fa i conti con un progressivo invecchiamento della popolazione: le analisi demografiche dell'Istat collocano stabilmente la provincia di Biella ai vertici nazionali per indice di vecchiaia, mentre la natalità si è sensibilmente ridotta nell'arco di una generazione, attestandosi tra i valori più bassi del Paese. In questo contesto, ogni nascita rappresenta davvero una “Biella notizia” e ogni culla una promessa di futuro per l'intera comunità.

Una speranza che il Punto Nascita biellese contribuisce ad alimentare con dati in controtendenza: il numero dei parti all'Ospedale di Biella è in crescita e nel 2025 ha sfiorato le 800 nascite. Il Reparto è scelto in misura sempre maggiore non solo dalle donne biellesi, ma anche da future mamme provenienti dalle province limitrofe e dal Torinese: un indicatore importante di fiducia e di attrattività, sostenuto anche da un organico medico al completo — un dato tutt'altro che scontato nell'attuale scenario della sanità italiana, segnato dalla carenza di specialisti — che garantisce continuità e qualità dell'assistenza.

Una qualità certificata, del resto, dai più recenti riconoscimenti nazionali. Secondo i dati AGENAS, l'organo tecnico del Ministero della Salute, relativi agli esiti 2024, l'Ostetricia e Ginecologia dell'ASL BI è risultata prima in Piemonte e tra le prime a livello nazionale per uno degli indicatori che maggiormente denotano la qualità dell'assistenza durante il parto; l'AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) ha inoltre dedicato un approfondimento all'équipe biellese, dodicesima in Italia per qualità assistenziale della diade mamma-bambino. Nel 2025 l'Ospedale ASL di Biella è stato tra i sei presidi piemontesi ad aver ottenuto i “Tre Bollini Rosa” per il biennio 2026-2027, il massimo riconoscimento assegnato da Fondazione Onda ETS agli ospedali attenti alla salute femminile.

«Sono una Biella notizia» si inserisce inoltre in un percorso più ampio di umanizzazione delle cure che caratterizza da tempo il Punto Nascita biellese, dove l'attenzione alla persona accompagna la qualità clinica.

Il Percorso Nascita segue la donna e la coppia dalla gravidanza al puerperio con un'équipe di 14 medici e 35 ostetriche attive tra reparto, ambulatori e consultori; tra i servizi offerti figurano i corsi di accompagnamento alla nascita anche in acqua, il parto in acqua e la partoanalgesia che, in attuazione di quanto previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza, a Biella è pienamente operativa e garantita 24 ore su 24, tutti i giorni, grazie alla disponibilità di professionisti della Struttura di Anestesia e Rianimazione: il servizio si avvale di tecniche locoregionali come l'analgesia epidurale, inalatorie o endovenose, con la possibilità per tutte le future mamme che lo desiderano di una valutazione anestesiologica dedicata prima del parto e di un incontro informativo con gli anestesisti già durante il percorso di accompagnamento alla nascita.

Completa l'offerta il taglio cesareo “dolce” — di cui l'ASL BI è uno dei pochi Centri in Italia a offrire il servizio — che favorisce il contatto pelle a pelle precoce tra mamma e neonato anche in caso di parto chirurgico.

Recentemente, in due ambienti utilizzabili come sale parto sono stati installati due schermi 4K a parete, vere e proprie “finestre virtuali” che proiettano immagini rilassanti di paesaggi naturali, mare e scenari di spiaggia, per accompagnare la donna durante il travaglio riducendo ansia e percezione del dolore: un intervento reso possibile dalla generosità dell'Associazione Amici dell'Ospedale di Biella, a conferma di quanto la comunità biellese senta proprio il suo Punto Nascita. Nello stesso filone di ricerca si inserisce il “progetto Mandala”: alle donne in induzione del travaglio viene proposta la colorazione di appositi disegni che richiamano la maternità, per valutare come questo semplice strumento possa influenzare la percezione del tempo e il vissuto emotivo, rendendo più sereno il percorso verso la nascita. Alle famiglie sono inoltre dedicati i corsi di massaggio infantile e il sostegno all'allattamento nei Consultori del territorio.

La sicurezza di mamma e bambino durante il travaglio è un altro tratto distintivo del Punto Nascita biellese. Le sale parto sono dotate di cardiotocografi implementati negli ultimi anni, anche grazie alla generosità del Rotary Club Biella, che consentono il monitoraggio continuo del battito cardiaco fetale e delle contrazioni per tutta la durata del travaglio, fino alla nascita. Tra questi, figura lo STAN, apparecchiatura presente in pochi Centri in Piemonte e nei Punti Nascita più all’avanguardia, che integra la cardiotocografia tradizionale con l’analisi dell’elettrocardiogramma fetale: una tecnologia che aumenta l’accuratezza nel rilevare eventuali riduzioni dell’ossigenazione, consentendo di intervenire tempestivamente e di evitare, al tempo stesso, tagli cesarei non necessari. Il suo utilizzo richiede una specifica certificazione europea, conseguita da professioniste del Reparto che ricoprono anche il ruolo di docenti in Medicina materno-fetale. Non a caso l’Ospedale di Biella è ormai un riferimento nella formazione sul benessere fetale: ha ospitato di recente la terza edizione del corso nazionale “CTG-GYM: senti chi parla”, dedicato all’interpretazione dei tracciati cardiotocografici, che ha richiamato oltre cento professionisti da diverse regioni d’Italia. Sempre nel Blocco Parto è attivo anche un ecografo donato dalla famiglia Ghione, tramite l’Associazione Amici dell’Ospedale, in ricordo di “mamma Enrica”: un ulteriore segno della vicinanza della comunità al Punto Nascita.

Sul fronte dell'innovazione tecnologica, lo scorso marzo è nato proprio a Biella il primo bambino in Piemonte grazie all'“Odon Device”, il dispositivo di ultima generazione che supporta con delicatezza la fase espulsiva del parto vaginale: l'Ospedale di Biella è infatti uno dei primi Centri selezionati in Italia per il suo impiego. Da marzo ad oggi, con l'ausilio del dispositivo, a Biella sono già nati altri bimbi. A questo proposito, nelle scorse settimane il presidio biellese è diventato Centro di Formazione sull'Odon Device, ospitando il primo corso in Piemonte rivolto ai professionisti di altre Aziende Sanitarie: un impegno che rende il Punto Nascita di Biella un luogo in cui innovazione, sicurezza e attenzione alla fisiologia del parto si incontrano.

«Ogni nascita, in un territorio come il nostro, è una notizia bella due volte — dichiara la dottoressa Bianca Masturzo, Direttore della SC Ostetricia e Ginecologia dell'ASL BI —. Con questo progetto, nato spontaneamente dal personale del Reparto, vogliamo che ogni famiglia porti a casa, insieme al proprio bambino, anche l'abbraccio della comunità biellese. Ringrazio di cuore la donatrice che ha reso possibile questa iniziativa e tutto lo staff medico e ostetrico che ogni giorno accompagna le donne e le coppie con professionalità e passione».

c. s. ASL Biella g. c.