Sale a oltre duemila firme, tra moduli cartacei e adesioni online, l'opposizione dei cittadini della Valle Elvo al Progetto FILLE, la richiesta di permesso di ricerca per acque minerali su un'area di 642,32 ettari nei comuni di Mongrando e Netro.
Il traguardo è il frutto di settimane di lavoro informativo, culminate venerdì 19 giugno nell'incontro pubblico "Progetto FILLE – Acqua e territorio", organizzato dai cittadini della Valle Elvo al Polivalente di Netro. Alla serata hanno preso parte oltre 130 persone: residenti, amministratori e rappresentanti delle istituzioni. Una platea particolarmente ampia, che allarga l'interesse all'intero Biellese.
Netro, "la roccaforte dell'acqua", apre una campagna di incontri destinata a estendersi ad altri comuni della valle, su richiesta diretta dei residenti e con il sostegno delle amministrazioni locali. Nel corso della serata alcuni cittadini hanno presentato i "numeri dell'acqua", confrontando la situazione attuale con il possibile impatto di una nuova concessione. Spazio alla dimensione tecnica, con l'intervento di Davide (geologo) che ha illustrato la morfologia del sottosuolo biellese, gli strumenti utilizzabili nella fase di ricerca e i rischi legati a eventuali trivellazioni, comprese le possibili interferenze tra diversi livelli di falda. Fra i relatori, Lorenzo Zanotti, Davide Siliprandi ed Elisa, oltre all'intervento di Valle Elvo Viva, realtà già impegnata sul fronte della tutela ambientale.
Il confronto non si è limitato agli aspetti geologici. Nella discussione è emersa una questione di giustizia sociale: il diritto a una risorsa pubblica e limitata, che i presenti non vogliono vedere sacrificata a interessi privati o commerciali. "Siamo sempre più decisi a investire il nostro impegno in opposizione a questo progetto", dichiarano i promotori, annunciando che il gruppo sta valutando di costituirsi in associazione: "Una forma giuridica e rappresentativa più solida per difendere la risorsa idrica e vigilare su eventuali, future richieste di concessione".
Un appello anche al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto, che nei giorni scorsi, in visita in Valle Elvo, ha ribadito l'impegno del ministero sul tema della tutela dell'acqua: "Ci piacerebbe confrontarci con lui rispetto alla nostra causa", dichiarano.
Determinante l'appoggio delle istituzioni. La sindaca di Netro, Laura Gorni, promuove senza riserve la mobilitazione: "Trovo estremamente positivo che la riflessione si sia allargata dagli enti ai cittadini. Il gruppo che si è formato sta cercando di approfondire il tema e di costruire un'opinione informata. È questo il senso dell'amministrazione condivisa: gli enti non possono non tenere conto di una mobilitazione così consapevole".
Per la prima cittadina, il caso impone una riflessione più ampia sulla gestione dell'acqua: "Sta diventando una risorsa sempre più preziosa e non può essere considerata infinita. In una valle dove sono già presenti attività importanti legate all'estrazione, la domanda è quanto ancora il territorio possa sopportare senza essere depauperato di una risorsa che deve avere innanzitutto una destinazione pubblica". Gorni sottolinea l'urgente necessità di una strategia più strutturale: "Il tema immediato è la richiesta del permesso di ricerca, ma il caso ha sollevato un problema più ampio. I cambiamenti climatici e la crescente criticità della rete idrica impongono agli enti una maggiore tutela".
I promotori annunciano nuovi incontri e nuove raccolte firme nei comuni vicini: "L'acqua non è una risorsa da svendere, ma un bene da tutelare per il presente e per il futuro della Valle Elvo".
Per firmare la petizione: Opposizione al progetto FILLE