Music Cafè - 21 giugno 2026, 07:00

Riascoltati per voi: Kings of Leon - Walls (2016)

Riascoltati per voi: Kings of Leon - Walls (2016)

Venticinquesimo appuntamento con la rubrica settimanale dedicata alla grande musica, “Riascoltati per voi”. La scorsa settimana ci eravamo lasciati con la voce fragile e intensa di Amy Winehouse, capace di trasformare il dolore in qualcosa di universale. “Back to Black” era un disco intimo, diretto, senza difese. Oggi restiamo, in un certo senso, su quella stessa linea emotiva: cambiano i suoni, cambia il contesto, ma torna quel bisogno di raccontarsi senza filtri. Nel 2016, i Kings of Leon pubblicano “Walls”, un album che già dal titolo (“We Are Like Love Songs”) lascia intuire una direzione più personale, più aperta, quasi vulnerabile. Dopo anni di successi e stadi pieni, la band americana sceglie di rallentare, di guardarsi dentro e di mettere da parte la loro energia più ruvida degli inizi.

“Walls” è probabilmente uno dei lavori più morbidi e malinconici dei Kings of Leon. Un disco sicuramente più intimo e riflessivo; le chitarre sì, sono presenti ma sono molto meno aggressive. I ritmi si fanno più lenti, le atmosfere più ariose. È un disco che punta molto sulle emozioni, sulle melodie, sui testi. Quello di oggi, non è un album che colpisce subito con la forza di un uragano, ma è uno di quei dischi che crescono piano, ascolto dopo ascolto.

In “Walls”, Caleb Followill canta in modo meno istintivo rispetto agli inizi, molto più maturo. La sua voce, un tempo sporca e ribelle, qui si fa più pulita, più riflessiva, quasi fragile in certi momenti, sicuramente molto più esposta. È un cambiamento che, sicuramente, può dividere, ma che rende il disco coerente con il suo spirito. Il gruppo sceglie arrangiamenti semplici, senza eccessi. Le chitarre accompagnano, il basso e la batteria tengono un ritmo solido ma mai invadente. Tutto è costruito per lasciare spazio alle canzoni, senza strafare. È un album che non cerca il colpo a effetto, ma la continuità emotiva.

“Waste a Moment”, il brano d’apertura è sicuramente molto ben riuscito: ritmo immediato, energia controllata, perfetta per entrare nel disco; “Walls”, ossia la title track è il cuore emotivo dell’album. Lenta, intensa, costruita su una melodia che resta. Per non parlare di “Around the World”, sicuramente è uno dei brani più dinamici, con un’energia che richiama i vecchi Kings of Leon. Per finire, vi cito anche “Find Me”, con quella sua atmosfera più leggera ma molto efficace, con un ritornello che funziona subito.

“Walls”, lo trovo perfetto per un viaggio tranquillo, magari in auto, oppure per un momento di relax; è uno di quei dischi che funzionano bene anche in sottofondo, ma che regalano di più se ascoltati con attenzione.

Prima di lasciarvi all’ascolto, vorrei sottolineare che questo non sarà il disco più rivoluzionario dei Kings of Leon, ma è quello che mostra una band che sceglie di crescere, di cambiare pelle, di non restare ferma al passato. Sono convinto sia un lavoro di transizione, ma sincero, onesto e ben costruito: non cerca di stupire, preferisce raccontare. E lo fa con misura.

I miei brani preferiti sono: "Waste a Moment", "Reverend", "Around the World", "Find Me",  "Wild" e "WALLS".

Voto: 8,5

Tracce:

1) Waste a Moment – 3:03

2) Reverend – 3:54

3) Around the World – 3:34

4) Find Me – 4:05

5) Over – 6:10

6) Muchacho – 3:09

7) Conversation Piece – 4:59

8) Eyes on You – 4:40

9) Wild – 3:39

10) WALLS – 5:29

Durata: 42 minuti.

Formazione:

- Caleb Followill – voce, cori, chitarra, percussioni

- Matthew Followill – chitarra, cori, percussioni

- Jared Followill – basso, cori, percussioni

- Nathan Followill – batteria, percussioni, cori

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Walls” dei Kings of Leon, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!

Andrea Battagin