Cari lettori di NewsBiella.it, benvenuti al ventiquattresimo appuntamento con la rubrica settimanale “Riascoltati per voi”. La scorsa settimana eravamo finiti dentro il mondo disturbante e provocatorio di "Antichrist Superstar”: un disco fatto di rabbia, eccessi e rottura totale con le regole. Oggi cambiamo completamente atmosfera, ma non emozione. Perché anche “Back to Black” di Amy Winehouse, è un album molto intenso e viscerale… solo che al posto dell’urlo troviamo il dolore, quello vero, raccontato senza filtri. Quest’album, tra l’altro, ha anche un valore personale. Me lo aveva consigliato un mio caro vecchio amico, tanti anni fa. Ricordo ancora quando mi disse: “Ascoltalo bene, non è solo musica”. Aveva ragione. Non è solo un disco: è una storia che ti entra dentro piano piano.
Pubblicato nel 2006, "Back to Black” è un disco che guarda indietro, alla soul music degli anni ’60, ma riesce a suonare incredibilmente moderno. Un album che profuma di passato ma parla al presente: le sonorità sono calde ed essenziali, il basso, la batteria, qualche chitarra e fiati sapientemente usati con eleganza. Niente eccessi, tutto al servizio della voce.
E che voce! Quella di Amy Winehouse, puro talento e anima fragile. Sì, perché lei non era solo una cantante: era un personaggio, nel senso più vero del termine.
La sua voce era unica, il suo stile era riconoscibile e la sua vita è stata molto complicata. Una di quelle artiste che non puoi separare dalla sua musica. La sua voce è profonda e vissuta, sembra quella di una cantante con trent’anni di carriera alle spalle, e invece nel 2006 aveva poco più di vent’anni. La sua prematura scomparsa nel 2011 ha reso questo disco ancora più intenso.
Il brano “Back to Black”, è il cuore pulsante dell’album. Canzone triste, elegante e devastante. “Rehab”, sicuramente il brano più famoso, ma anche uno dei più significativi. Come non parlare di “Love Is a Losing Game”, probabilmente il momento più fragile di tutto LP. Pochi elementi ma tanta, tantissima, emozione. Una canzone che sembra sussurrata all’orecchio.
“Back to Black”, fortunatamente ha riportato la soul classica al centro della musica contemporanea, ed è uno di quei dischi che, anche senza volerlo, diventano un punto di riferimento. Un album straordinario, vero, umano. “Back to Black” non è solo da ascoltare: è da sentire. Forse, proprio per questo, resta uno di quei dischi che non smettono mai di farti compagnia… anche a distanza di anni. Buon ascolto!
I miei brani preferiti sono: "Rehab", "Back to Black", "Love Is a Losing Game", "Tears Dry on Their Own", "Wake Up Alone" e "Some Unholy War".
Voto: 9
Tracce:
1) Rehab – 3:35
2) You Know I'm No Good – 4:17
3) Me & Mr Jones – 2:33
4) Just Friends – 3:13
5) Back to Black – 4:01
6) Love Is a Losing Game – 2:35
7) Tears Dry on Their Own – 3:06
8) Wake Up Alone – 3:42
9) Some Unholy War – 2:22
10) He Can Only Hold Her – 2:46
11) Addicted – 2:45
Durata: 35 minuti.
Formazione:
- Amy Winehouse - voce, cori, chitarra.
- John F. Adams - pianoforte, organo Hammond, Fender Rhodes.
- Salaam Remi - batteria, basso, contrabbasso, pianoforte.
- Nick Movhson - chitarra.
- Victor Axelrod - pianoforte, Fender Rhodes.
Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Back to Black” di Amy Winehouse, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.
Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!