LINK - 12 giugno 2026, 07:00

Elettropompe sommergibili: come sceglierle senza sbagliare

Come si sceglie un'elettropompa sommergibile senza sbagliare?

Si parte da tre numeri letti insieme, non separati: portata (quanta acqua sposta), prevalenza (quanto in alto e quanto lontano la spinge) e tipo di liquido (chiaro, sporco o carico di solidi). Trascurarne anche uno solo può portare a sottodimensionamento, consumi inutili o rischio di intasamenti e guasti prematuri.

È un acquisto che molti affrontano di fretta, magari con la cantina già allagata o la cisterna da svuotare prima di un temporale. Eppure la differenza tra una scelta azzeccata e un fermo impianto sta quasi sempre in pochi parametri letti male. Questa guida prova a metterli in ordine, partendo dagli errori che ricorrono di più tra chi compra una pompa per casa, garage, giardino o piccola attività.

Elettropompe sommergibili: cosa sono e quando convengono

Un'elettropompa sommergibile è una pompa centrifuga, tipicamente ad asse verticale, progettata per funzionare immersa nel liquido da pompare. Il motore e la parte idraulica sono racchiusi in un corpo studiato per lavorare sott'acqua. Può funzionare anche solo parzialmente immersa, ed è la soluzione naturale per svuotare locali allagati e vasche, prelevare acqua da pozzetti di raccolta piovana, stagni o corsi d'acqua, e per l'irrigazione.

Attenzione a non confonderla con la pompa sommersa da pozzo: sono due cose diverse. La sommersa è progettata per grandi profondità, lavora costantemente sotto battente ed è tipicamente multistadio, perché deve generare prevalenze elevate per portare l'acqua in superficie da decine di metri. La sommergibile, invece, lavora a profondità contenute e si adatta a usi intermittenti, come il drenaggio in emergenza o il trasferimento da una cisterna.

Data la natura di queste applicazioni, l'avviamento avviene di solito tramite un galleggiante: incorporato nella pompa stessa oppure collegato a un quadro di comando esterno. È un dettaglio che torna utile più avanti, perché incide sull'affidabilità dell'automatismo. Le applicazioni più comuni, intanto, si dividono in due grandi famiglie: drenaggio e trasferimento di acque chiare (grigie, meteoriche, di lavaggio) e sollevamento di acque cariche contenenti fanghi, sabbia o materia solida. Capire in quale famiglia ricade il proprio caso è il primo bivio: ne dipendono giranti, materiali e passaggio libero, cioè quasi tutto.

Tutto, alla fine, converge su un'idea sola: esiste un punto di lavoro. Il liquido decide il passaggio libero necessario, l'impianto decide la prevalenza totale da vincere, e la curva della pompa dice la portata reale che otterrai in quelle condizioni. Le sezioni che seguono affrontano un parametro per volta, ma è la loro lettura combinata a dimensionare la macchina giusta.

Portata: non quanta acqua, ma a quale condizione

La portata è il volume d'acqua che la pompa sposta nell'unità di tempo, espresso in litri al secondo, litri al minuto o metri cubi all'ora. Sembra il dato più intuitivo, ed è proprio per questo che genera l'errore più frequente: scegliere guardando solo i litri al minuto dichiarati. Il punto è che portata e prevalenza non sono valori fissi, ma vanno letti insieme sulla curva della pompa. La portata effettiva cambia man mano che il liquido deve essere spinto più in alto o più lontano: lo stesso modello sposta volumi diversi a seconda delle condizioni di lavoro.

Per stimare la portata che ti serve, parti dall'obiettivo concreto. Se vuoi svuotare una vasca in un certo tempo, il criterio di partenza è una semplice operazione aritmetica: litri da spostare diviso minuti a disposizione dà i litri al minuto necessari. È un calcolo di massima, non una prestazione di targa, ma serve a non procedere a occhio. Devi drenare un garage che si allaga durante i nubifragi? Conta quanto velocemente entra l'acqua e dimensiona di conseguenza, perché una pompa troppo lenta non recupera mai il ritardo.

C'è però anche l'errore opposto, meno discusso: il sovradimensionamento. Una pompa molto più grande del necessario svuota rapidamente, si ferma, l'acqua risale, riparte. In alcune configurazioni un sovradimensionamento può aumentare i cicli di avviamento, perciò vale la pena valutare la logica di controllo e il volume utile del pozzetto, non solo i litri al minuto. Un margine ragionevole è sano; l'eccesso senza una ragione tecnica è denaro speso male. Per dare un ordine di grandezza concreto, per la gamma DAB NOVA dedicata alle acque chiare la scheda tecnica indica un campo di portata che, a seconda dei modelli, va da circa 1 a 16 metri cubi all'ora: è il dato di una specifica gamma, non un valore tipico di mercato, e altri modelli o marchi possono avere numeri diversi. Verifica sempre la scheda del modello che stai valutando.

Prevalenza: la pressione utile, non solo l'altezza

La prevalenza è la grandezza che esprime la capacità della pompa di sollevare un determinato volume di fluido, ed è solitamente espressa in metri di colonna d'acqua. In termini fisici è la differenza di pressione tra l'uscita e l'ingresso della pompa. Qui si annida l'errore tecnicamente più insidioso: confondere la prevalenza con il semplice dislivello tra dove sta la pompa e dove deve arrivare l'acqua. Il dislivello — la cosiddetta prevalenza geodetica, somma dell'altezza di aspirazione e di quella di mandata — è solo una parte del conto.

La prevalenza totale che la pompa deve vincere comprende anche le perdite di carico nelle tubazioni e l'eventuale pressione richiesta a valle. Le perdite sono il fattore che quasi tutti dimenticano. Un tubo lungo, di diametro stretto, con curve a gomito, raccordi e una valvola di non ritorno, sottrae prevalenza utile. In pratica la pompa lavora come se dovesse spingere l'acqua più in alto di quanto dica la sola altezza. È questo il motivo per cui la prevalenza non si stima dalla bolla di livello, ma dall'intero percorso che il liquido deve compiere.

Un esempio rende l'idea. Immagina uno scarico che sbocca pochi metri più in alto della pompa, ma raggiunto da una ventina di metri di tubo da giardino sottile con diverse curve: la prevalenza reale da vincere può essere sensibilmente superiore al dislivello geometrico. Al contrario, uno scarico in quota raggiunto da un tubo corto e generoso di diametro perde molto meno. Per i casi tipici con serbatoi aperti e velocità del fluido trascurabile, la prevalenza si può approssimare come dislivello più la somma delle perdite — una semplificazione utile per ragionare in fase di acquisto.

Per chi vuole un riferimento di conversione: alla temperatura ambiente, con acqua a densità di circa 1000 kg/m³, 1 bar di pressione corrisponde a circa 10,2 metri di colonna d'acqua. Torna comodo per tradurre i dati delle schede e confrontare modelli senza confondersi tra unità di misura. Ed è proprio nel confronto tra scheda e impianto reale che molti acquisti vanno storti. Per evitare di leggere solo i valori di targa, ha senso partire dalle schede e dai diagrammi prestazionali delle elettropompe sommergibili, incrociando i numeri del modello con quelli del proprio impianto: dislivello, lunghezza e diametro delle tubazioni, curve e valvole. Così l'eventuale incompatibilità emerge prima dell'ordine, non a installazione avvenuta.

Tipo di liquido: il parametro che cambia tutto

Portata e prevalenza dicono quanto e quanto in alto. Il tipo di liquido dice quale pompa può davvero reggere il lavoro. È il parametro più trascurato e quello che provoca i guasti più rapidi, perché determina la geometria della girante e il passaggio libero, cioè la dimensione massima del corpo solido che può attraversare la pompa senza bloccarla. In altre parole: è il liquido a decidere il passaggio libero, e il passaggio libero a vincolare il tipo di girante che puoi montare.

Sulle acque chiare — grigie, meteoriche, di drenaggio — si usano pompe con passaggi liberi contenuti. Per la gamma DAB NOVA, pensata per acque di scarico chiare, la scheda indica un passaggio libero di 5 o 10 millimetri a seconda del modello: è l'esempio di macchine destinate a trasferimento e svuotamento, dove non ci si aspettano solidi rilevanti. Resta un dato di quella gamma specifica, da verificare sul prodotto scelto.

Le acque sporche e cariche sono un'altra storia. In ambito residenziale il passaggio libero attraverso la pompa, per le acque di scarico, dovrebbe essere di almeno 50 millimetri. E per evitare intasamenti in edifici civili, aziende agricole o piccole industrie, si raccomandano pompe capaci di far passare corpi solidi da 65 a 80 millimetri. Il motivo è prosaico ma concreto: gli scarichi dei servizi igienici contengono spesso oggetti che nessuno vorrebbe trovare in una girante — assorbenti, tamponi, rotoli di carta igienica, perfino spazzolini e giochi dei bambini. Una girante a passaggio stretto, lì, si blocca quasi subito.

Poi ci sono i liquidi con sabbia o particelle abrasive. Con fluidi di questo tipo l'usura può aumentare: vale la pena verificare in scheda i materiali e la compatibilità dichiarata con il liquido da pompare, prima di destinare a un impiego gravoso una macchina nata per acqua pulita. Conta anche la temperatura. Sempre per la gamma DAB NOVA, ad esempio, la scheda riporta un campo da +0 a +35 °C in uso domestico e da +0 a +50 °C in altri impieghi, a seconda del modello: un dettaglio da controllare quando il fluido non è semplice acqua fredda, tenendo presente che altri modelli possono avere limiti diversi. L'errore tipico — usare una pompa per acque chiare su acqua torbida e sabbiosa — di rado rompe la pompa subito, ma può logorarla progressivamente fino al guasto.

Come leggere la curva Q-H senza essere ingegneri

Ogni pompa ha una curva caratteristica, detta curva Q-H, che mette in relazione la portata (Q) con la prevalenza (H). La curva Q-H mostra come, al variare della prevalenza richiesta, cambia la portata erogata: per interpretarla correttamente va individuato il punto di lavoro, non letto un singolo valore. Il punto di esercizio reale della tua pompa è infatti l'intersezione tra la curva della pompa e la curva caratteristica dell'impianto — quanto, cioè, il sistema di tubi e dislivelli oppone resistenza.

Cosa controllare nelle schede, in concreto. Non fermarti alla prevalenza massima e alla portata massima: questi due valori non descrivono lo stesso punto di lavoro, quindi non si verificano insieme. Cerca la portata alla prevalenza che ti serve e, viceversa, la prevalenza alla portata utile. È in quella zona intermedia, stabile ed efficiente, che la pompa deve lavorare. Per dare un riferimento di lettura, per la gamma DAB NOVA la scheda dichiara una prevalenza massima di 10,2 metri e una profondità massima di immersione di 7 metri, con cavo di lunghezza adeguata: numeri di quella gamma, da rapportare sempre al punto di lavoro reale e non da prendere come prestazione garantita in ogni condizione.

Riassumendo la logica prima della parte operativa, l'ordine giusto di ragionamento è questo:

Tre mosse in sequenza: 1) definisci il liquido e il passaggio libero necessario; 2) calcola la prevalenza totale, cioè dislivello più perdite di carico delle tubazioni; 3) verifica la portata al punto di lavoro sulla curva Q-H, non il valore massimo di targa.

Quando l'impianto ha molte variabili — tubi lunghi, più utenze, liquidi carichi, dislivelli importanti — leggere la curva da soli diventa rischioso. È il momento di chiedere supporto a chi quei diagrammi li interpreta ogni giorno e può incrociarli con i dati del tuo impianto.

Dettagli che fanno la differenza

Scelti i tre parametri principali, restano alcuni elementi che separano un'installazione affidabile da una fonte continua di problemi.

●       Galleggiante. L'avviamento automatico può avvenire con galleggiante incorporato nella pompa o tramite quadro di comando esterno. Il galleggiante integrato è comodo e immediato, ma in pozzetti stretti rischia di non avere spazio per muoversi; lì conviene il comando esterno con sonde di livello.

●       Specifiche e protezioni del motore. Verifica in scheda eventuali protezioni e le specifiche di costruzione. Per la gamma DAB NOVA, ad esempio, sono dichiarati grado di protezione del motore IP68 e classe di isolamento F: indicazioni tecniche utili da confrontare quando si valutano due macchine simili, ricordando che variano da modello a modello.

●       Alimentazione. Controlla la tensione disponibile sul tuo impianto e la compatibilità della pompa: in commercio esistono versioni a 230 V e versioni a 400 V, talvolta per lo stesso modello destinato a impieghi più gravosi.

●       Tubo di mandata. Diametro e qualità della tubazione incidono direttamente sulle perdite di carico. Un tubo troppo stretto vanifica una buona pompa.

●       Posizionamento. Evita di appoggiare la pompa sul fondo dove si depositano fanghi e sabbia: un basamento o un piccolo supporto riduce l'aspirazione di sedimenti e protegge la macchina.

Sul fronte normativo vale la pena ricordare che gli impianti di sollevamento delle acque reflue rientrano in standard europei dedicati. Per le acque reflue prive di materia fecale il riferimento è la UNI EN 12050-2, che riguarda principi di costruzione e prove degli impianti di sollevamento per edifici e cantieri. Alcune vasche di raccolta e rilancio sono inoltre dichiarate dai produttori in linea con la EN 12050 1-2. Conoscere a quale categoria appartiene il proprio scarico aiuta a scegliere componenti e vasche coerenti con la destinazione d'uso, e a evitare soluzioni improvvisate.

FAQ

Qual è la differenza tra pompa sommergibile e pompa sommersa da pozzo?

La sommergibile lavora a profondità contenute, anche solo parzialmente immersa, ed è pensata per drenaggio, svuotamento di vasche e trasferimenti intermittenti. La sommersa da pozzo è progettata per grandi profondità, lavora costantemente sotto battente ed è tipicamente multistadio, perché deve generare prevalenze elevate.

Come si calcola la prevalenza totale che serve?

Si sommano il dislivello tra pompa e punto di arrivo (la prevalenza geodetica) e le perdite di carico di tubi, curve e valvole. Con serbatoi aperti e velocità del fluido trascurabile, si approssima come dislivello più somma delle perdite. Ignorare le tubazioni è l'errore più comune.

Che passaggio libero serve per le acque di scarico?

In ambito residenziale il passaggio libero dovrebbe essere di almeno 50 millimetri. Per limitare gli intasamenti in edifici civili, aziende agricole e piccole industrie si raccomandano pompe capaci di far passare corpi solidi da 65 a 80 millimetri.

Meglio galleggiante integrato o quadro di comando esterno?

Il galleggiante incorporato è pratico e immediato, ideale dove c'è spazio per muoversi. Nei pozzetti stretti, dove il galleggiante non riesce a oscillare correttamente, conviene un quadro di comando esterno con sonde di livello, più affidabile nell'automatismo.

Cosa indica la curva Q-H di una pompa?

Mostra come, al variare della prevalenza richiesta, cambia la portata erogata. Il valore che conta è il punto di lavoro, cioè l'intersezione tra la curva della pompa e la curva dell'impianto: non vanno mai presi insieme la portata massima e la prevalenza massima, perché non descrivono lo stesso punto.

La scelta in cinque passi

Riassumendo il ragionamento in una sequenza operativa, prima di acquistare:

●       Definisci l'uso e la continuità di servizio: drenaggio occasionale, trasferimento, sollevamento da cisterna o pozzetto, funzionamento saltuario o quotidiano.

●       Stima la portata obiettivo partendo dal tempo di svuotamento desiderato o dal fabbisogno dell'utenza, ricordando che il valore reale dipende dalle condizioni di lavoro e non coincide con il dato massimo di scheda.

●       Calcola la prevalenza totale: dislivello più perdite di carico di tubi, curve e valvole, non la sola altezza geometrica.

●       Classifica il liquido: chiaro, sporco o carico; presenza di solidi e relativa dimensione; sabbia e abrasività; temperatura ed eventuale aggressività chimica.

●       Verifica scheda e curva Q-H: portata alla prevalenza utile, passaggio libero adeguato, protezioni, alimentazione e compatibilità con il tuo impianto.

Letti separatamente, portata, prevalenza e tipo di liquido portano spesso a scelte sbagliate. Letti insieme — il liquido carico che riduce la portata reale, le perdite che gonfiano la prevalenza richiesta, il passaggio libero che vincola la girante — disegnano la pompa giusta per il tuo caso. Quando le variabili si moltiplicano, confrontare la curva del modello con i numeri reali dell'impianto resta il modo più semplice per evitare resi, sprechi e fermi nel momento peggiore: quello in cui la pompa ti serve davvero.
 

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