Anche nello stabilimento di Stellantis, a Verrone, c'è preoccupazione per il futuro dell'azienda. Nei giorni scorsi la Fiom/CGIL ha organizzato davanti ai cancelli della fabbrica la distribuzione di volantini e dei momenti di confronto con i lavoratori, per sensibilizzarli sul piano industriale presentato dai vertici dell'azienda nelle scorse settimane.
"In questo momento i quasi 300 lavoratori biellesi stanno lavorando - spiega Filippo Porcari, segretario della Fiom -. Ma le tematiche che valgono a Torino sono riproducibili anche a casa nostra. L'assenza di un piano industriale chiaro e credibile è un tema, ovunque, non solo a Mirafiori, a Pomigliano o Cassino. L'obiettivo generale di qualche tempo fa di produrre 1,5 milioni di auto all'anno non è mai stato raggiunto. Gli stabilimenti italiani sono arrivati a meno di 400mila nel 2025, tra automobili e veicoli commerciali. Questo ha ricadute a cascata in tutti gli ambiti, compreso il nostro, dove si producono cambi per auto e per furgoni".
"Ribadiamo, nell'immediato il lavoro c'è - insiste Porcari da via Lamarmora - ma è del tutto evidente il progressivo svuotamento degli impianti, fenomeno che interessa anche Verrone. Nel 2019 gli addetti qui erano oltre 655 e negli anni migliori si è toccato oltre 1200 lavoratori. Anche il progressivo passaggio all'elettrico è un grande tema, con quali conseguenze per gli impianti e le produzioni, ovunque? A Verrone è stata impiantata una nuova linea ma dà lavoro a una decina di persone, la cui produzione partirà l'anno prossimo. Registriamo infine un sostanziale silenzio da parte della politica locale e regionale su questi temi, che invece meriterebbero approfondimenti e dibattiti pubblici".





