Curare le malattie cardiovascolari oggi significa non soltanto disporre di tecnologie sempre più avanzate, ma anche sviluppare modelli di cura capaci di integrare innovazione, ricerca clinica e attenzione alla qualità di vita delle persone.
In questo contesto, la Struttura di Cardiologia - UTIC dell’ASL di Biella, diretta da Andrea Rognoni, porta avanti un’attività di ricerca orientata a trasferire rapidamente le evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana, con progetti che spaziano dalla cardiologia interventistica alla ricerca infermieristica, fino alla partecipazione a grandi registri nazionali e internazionali.
Uno degli esempi più rilevanti è rappresentato dallo studio NOBITRE, coordinato direttamente dalla Cardiologia dell’Azienda Sanitaria biellese, che si è affermato come una delle più ampie ricerche condotte in Italia nel dimostrare un beneficio concreto sulla mortalità grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa di angioplastica coronarica. L’approccio studiato consente di ripristinare la funzionalità delle arterie senza ricorrere all’impianto di stent, aprendo prospettive nuove nella gestione delle malattie coronariche.
I risultati ottenuti sono stati ulteriormente rafforzati da una successiva analisi coordinata dalla stessa equipe biellese, che ha integrato dati provenienti da numerosi studi internazionali. Le evidenze raccolte hanno suscitato interesse nella comunità scientifica e sono state oggetto di confronto nei principali congressi europei dedicati alla cardiologia interventistica.
L’attività di ricerca prosegue anche nell’ambito dello sviluppo di nuove tecnologie per l’angioplastica coronarica. La Cardiologia dell’Ospedale di Biella partecipa infatti a uno studio internazionale dedicato al perfezionamento dei palloni medicati, strumenti sempre più utilizzati per trattare le lesioni coronariche riducendo la necessità di impianti permanenti. Nei prossimi anni, inoltre, la struttura promuoverà il registro DIADEB, dedicato ai pazienti diabetici, una popolazione caratterizzata da un rischio cardiovascolare particolarmente elevato e che richiede strategie di prevenzione e trattamento sempre più personalizzate.
Accanto alla ricerca tecnologica e farmacologica, la Cardiologia dell’ASL BI sta investendo anche nell’innovazione organizzativa e assistenziale. In questa direzione si inserisce il progetto infermieristico IPNOCARDIO, sviluppato in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, che introduce l’utilizzo dell’ipnosi clinica come supporto per la gestione del dolore e dello stress durante le procedure di cardiologia interventistica.
Il reparto sotto la guida del dottor Rognoni rappresenta attualmente l’unico centro piemontese a offrire questa possibilità sia ai pazienti sottoposti a procedure di elettrofisiologia sia a quelli trattati in emodinamica. Il progetto, completamente gestito dal personale infermieristico, ha già coinvolto circa 200 pazienti e presenterà i risultati conclusivi entro la fine del 2026. L’iniziativa conferma il ruolo crescente della ricerca infermieristica nel miglioramento dell’esperienza di cura e nella personalizzazione dei percorsi assistenziali.
L’impegno della Cardiologia biellese si estende, inoltre, alla partecipazione a importanti registri nazionali dedicati alle malattie cardiovascolari croniche. Tra questi, DIABSTER e OPTICARE, finalizzati a descrivere e migliorare il trattamento ospedaliero e ambulatoriale dei pazienti con dislipidemie e scompenso cardiaco.
La struttura partecipa anche agli studi nazionali promossi dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), tra cui BRING-UP Scompenso e BRING-UP Prevenzione, recentemente pubblicati, contribuendo all’arruolamento dei pazienti e alla produzione di dati utili a orientare le future strategie cliniche.
L’esperienza della Cardiologia dell’ASL di Biella dimostra come ricerca, assistenza e innovazione possano integrarsi concretamente nella pratica quotidiana. Dai nuovi approcci interventistici alle tecniche di supporto al paziente, fino ai grandi network collaborativi nazionali e internazionali, l’obiettivo rimane uno: rendere le cure cardiovascolari sempre più efficaci, personalizzate e orientate ai bisogni delle persone.





