A Biella non è ancora estate, ma il termometro si è già portato avanti. Di fronte a un sole così deciso, l’orso biellese sceglie la soluzione più pragmatica: rientrare in tana e riparlarne a settembre.
In Piemonte, il 26 maggio ha fatto registrare nuovi record di temperatura massima in 57 stazioni della rete meteorologica di Arpa Piemonte. Considerando l'intera serie storica regionale, ricostruita dal 1958 a oggi, la giornata si è collocata al primo posto per temperatura media regionale. Il bollettino sulle ondate di calore ha inoltre segnalato sette giorni consecutivi di disagio bioclimatico, quattro dei quali classificati come moderati o forti in tutti i capoluoghi piemontesi.
Anche il Biellese ha vissuto questa accelerazione improvvisa: giornate luminose, massime vicine ai 30 gradi e quella sensazione di una primavera archiviata senza preavviso. Il problema principale non è il caldo in sé, ma il suo arrivo anticipato, quando città, abitudini e organismi non hanno ancora preso le misure dell’estate.
Il caldo, però, non è soltanto una questione di magliette leggere e ventilatori accesi. Pesa sulla salute dei più fragili, aumenta lo stress per chi lavora all’aperto o in ambienti poco raffrescati, spinge i consumi elettrici e riempie i carrelli di condizionatori, ventilatori e frigoriferi. Diversi studi confermano inoltre un legame tra temperature elevate, aggressività e reati violenti: il caldo non genera i conflitti, ma abbassa la soglia di sopportazione.
In questi giorni, a Biella, il caldo rimarrà insistente: le previsioni indicano valori massimi prossimi ai 30°C nel fine settimana, prima di un possibile calo più marcato da martedì.