L’Associazione bancaria italiana, con una cerimonia tenutasi ieri a Roma alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, ha intitolato la sala dell’Auditorium delle Scuderie di Palazzo Altieri a Maurizio Sella.
La targa, insieme al Presidente della Repubblica e al Presidente dell’Abi Antonio Patuelli, è stata scoperta da Pietro e Federico Sella, ricordando – come ha detto Patuelli nel suo discorso – “uno dei migliori esempi di competenza e di rigore morale della 'difficile arte del Banchiere' indicata da Luigi Einaudi”.
Patuelli ha poi ricordato il grande impegno istituzionale di Maurizio Sella, alla guida proprio dell’Abi dal 1998 al 2006 e della Federazione Bancaria Europea, “in uno dei periodi più decisivi di trasformazione bancaria soprattutto in Italia”, ma anche di Assonime e della Federazione Nazionale Cavaliere del Lavoro, i cui presidenti erano presenti in sala.
A nome della famiglia e del Gruppo, Pietro Sella ha ringraziato l’Abi e il Presidente della Repubblica, sottolineando che “questa cerimonia ha un significato speciale” e che “uno dei principi che lo guidavano, maturato degli esempi di chi lo aveva preceduto in famiglia, era che l’intesse collettivo viene prima del proprio o della categoria di appartenenza”.
“Dedicarsi alle Istituzioni – ha proseguito – per lui era una missione importantissima, per contribuire concretamente all’interesse e al bene comune, dell’economia e della società. Ed era per lui il solo modo di poter fare anche l’interesse proprio. Essere parte di una economia sana, inclusiva e capace di esprimere tutto il proprio potenziale era un punto fermo del suo lavoro poiché nessuna azienda – a maggior ragione una banca – può avere buoni risultati senza essere inserita in un contesto positivo”.
“Per noi – ha concluso – è stato un grande esempio di dedizione, saggezza, lungimiranza e imprenditorialità e ci ha lasciato una eredità morale fatta di insegnamenti e di determinazione e fiducia nel futuro. Questa targa è un segno tangibile e concreto che il suo esempio è un bene condiviso. Ciò resterà una guida per il futuro”.