Un’emergenza in quota, poi l’idea di trasformare i rifugi in presìdi salvavita. Così nasce “Con il cuore nei rifugi biellese” il progetto che dal 2021 ha portato sul territorio un sistema unico in tutta Europa. L’idea di portare i defibrillatori non era nuova, ma questa volta, grazie alla cooperazione di numerosi enti e associazioni, pubblici e privati, si è sviluppata una vera rete sanitaria, collegata direttamente alle Asl.
“Con il cuore nei rifugi biellesi” è molto più che una dotazione di apparecchi salvavita. È un percorso costruito passo dopo passo, nato dalla Delegazione Biellese del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e dalla Croce Rossa di Biella, con il coinvolgimento progressivo di ASL BI, CAI Biella, Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, Associazione Montagna Amica, Regione Piemonte, Comune di Biella – Città Alpina, ASD Pietro Micca Biella, Guide Alpine Valli Biellesi, Mucrone Local, CASB, La Büfarôla e Associazione Nazionale Alpini Biella.
Il progetto si sviluppa in due fasi: la prima, nell’estate 2023, con l’acquisizione dei primi dieci defibrillatori grazie a donazioni di aziende locali; la seconda, avviata nell’agosto 2024 con il supporto dell’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, con l’obiettivo di completare la dotazione per tutti e quindici i rifugi biellesi (compresi quelli in territorio valdostano: Quintino Sella e Vittorio Sella) e collegare i dispositivi con le Asl del territorio.
“Il valore del progetto non si lega alla presenza di un defibrillatore in quota, ma sapere che quel dispositivo è operativo, controllato e inserito in una rete. In montagna, dove il tempo è decisivo, significa aumentare concretamente le possibilità di intervento e fornire un supporto in tempo reale, in base ai parametri rilevati da ciascun dispositivo” dichiarano i promotori dell’iniziativa.
Alla tecnologia si è affiancata la formazione. La Croce Rossa di Biella ha seguito la preparazione dei gestori dei rifugi e dei collaboratori, mentre nel 2026 Asl Biella ha promosso un ulteriore percorso rivolto ai rifugisti, dedicato al primo soccorso e all’utilizzo dei DAE. Il progetto unisce strumenti e competenze, al fine di sostenere più efficacemente eventuali emergenze e agire in sinergia per prevenire e gestire le difficoltà.
Nel 2024 è arrivato anche un riconoscimento nazionale: “Con il cuore nei rifugi biellesi”, candidato dall’ASL BI al concorso “Smartphone d’Oro” di PA Social, ha ricevuto a Roma il Premio Sanità. “Il premio conferma che pubblico, privato, volontariato, associazioni e sanità possono lavorare insieme quando l’obiettivo è condiviso. Il Biellese ha dimostrato che fare rete non è uno slogan, ma un metodo capace di produrre risultati eccellenti”. Inoltre, un lavoro scientifico dedicato al progetto è stato accettato all’interno del congresso europeo ERC – Resuscitation 2026, in programma a Milano nel mese di settembre. Oggi l’obiettivo è consolidare quanto realizzato, formalizzare il protocollo di collaborazione e rendere stabile il rapporto tra rifugi, associazioni e sistema sanitario.
La serata di giovedì 28 maggio, alle 21, all’Auditorium Lanificio Maurizio Sella di Biella, sarà l’occasione per ripercorrere le fasi del progetto, presentare il bilancio delle attività e dare voce ai rifugisti, che illustreranno programmi, appuntamenti e iniziative dell’estate. “Un ringraziamento speciale a Fondazione Sella per aver accolto la serata presso l’auditorium”.
“Un’occasione di incontro e condivisione, per ripercorrere il coronamento di un successo costruito insieme. In futuro si potrebbe espandere la rete ed estendere la prevenzione anche alle scuole”.