La Giunta regionale del Piemonte ha approvato uno stanziamento di 73.406 euro destinato a Comuni, Unioni e Consorzi di Comuni per sostenere gli interventi di sistemazione temporanea dei salariati agricoli stagionali impiegati nelle aziende piemontesi nel corso del 2026. Il provvedimento è stato deliberato su proposta degli assessori Paolo Bongioanni ed Enrico Bussalino.
«È un importante tassello nelle politiche della Regione Piemonte per prevenire lo sfruttamento e il fenomeno del caporalato e rendere sempre più dignitose le condizioni di accoglienza della manodopera agricola salariata stagionale – spiega Bongioanni –. Questa somma, reperita grazie al minore utilizzo di risorse già stanziate sul bando precedente, consente ai Comuni dove il fenomeno si presenta con maggiore gravità di effettuare interventi di adeguamento igienico-sanitario in strutture esistenti non residenziali e di allestire nuovi moduli abitativi temporanei per i lavoratori agricoli migranti stagionali, con l’esclusione dei salariati fissi».
«Questo intervento rappresenta un’azione concreta per garantire condizioni di accoglienza dignitose ai lavoratori agricoli stagionali e per contrastare ogni forma di sfruttamento e illegalità – aggiunge Bussalino –. La lotta al caporalato si affronta non solo con i controlli, ma anche attraverso strumenti che favoriscano integrazione, sicurezza e rispetto della persona. Garantire alloggi adeguati e servizi essenziali significa anche rafforzare la legalità sui territori e prevenire situazioni di marginalità e degrado».
Grazie al bando 2025 sono stati finanziati interventi a Lagnasco, Monastero Bormida, Saluzzo, Savigliano e Verzuolo.
Con il bando 2026 potranno essere finanziati l’acquisto, la locazione, il trasporto e l’installazione di strutture prefabbricate, eventualmente dotate di sistemi di climatizzazione, a uso stagionale per l’accoglienza della manodopera agricola non fissa. Sono previsti prefabbricati modulari abitativi, moduli a uso igienico-sanitario, strutture modulari per cucina, materiali per l’allestimento interno e allacciamenti alle reti elettrica, gas e idrica. Non sarà ammesso il noleggio o l’acquisto di box con soli wc.
Il periodo di utilizzo non potrà superare i 180 giorni all’anno. Gli interventi non dovranno eccedere il limite di superficie di 2.000 metri quadrati e dovranno rispettare le norme igienico-sanitarie e regolamentari vigenti.
Per evitare la concentrazione di numeri elevati di persone in strutture centralizzate e limitare gli spostamenti tra Comuni, i moduli potranno essere collocati dalle amministrazioni comunali presso le aziende agricole che ne faranno richiesta, per ospitare i lavoratori impiegati nelle stesse realtà o in aziende vicine.
È previsto un contributo forfettario di 5.000 euro per ogni modulo abitativo acquistato, che sale a 7.500 euro se dotato di sistema di climatizzazione, e di 1.500 euro per ogni modulo noleggiato, indipendentemente dalle dimensioni e dal numero di posti.
Potranno inoltre essere finanziati interventi di adeguamento igienico-sanitario in strutture esistenti non residenziali di proprietà pubblica o nella disponibilità effettiva degli Enti locali richiedenti: dalla realizzazione di servizi igienici all’eliminazione delle infiltrazioni, fino al rifacimento di tetti e pavimentazioni, alle coibentazioni e alla sostituzione degli infissi, ove necessario.
























