La parola di questa settimana dell’AlfAlberto è "unicità". Un termine che invita a guardarsi dentro e a riconoscere il valore della propria storia, senza lasciarsi consumare dal confronto continuo con gli altri.
Nella riflessione proposta da Alberto Antonello, l’unicità non è qualcosa da dimostrare, ma una verità da riscoprire. Ogni persona porta con sé un modo irripetibile di essere, di amare, di cadere e di rialzarsi. Non una copia migliore di qualcun altro, ma una presenza chiamata a offrire ciò che solo lei può donare.
Il richiamo al Salmo 139 — “Ti lodo perché sono stato fatto in modo stupendo” — diventa il centro del messaggio: Dio non crea persone in serie, ma chiama ciascuno per nome. Fragilità, errori e paure non cancellano questo valore originario...
























