BIELLA – Il piano di rinnovamento tecnologico di ATAP, che prevede l'arrivo di 30 nuovi autobus entro fine anno, rischia di trasformarsi in una "vetrina vuota". Dietro i numeri positivi sull'età media della flotta (6 anni), si nasconde infatti una crisi di personale senza precedenti che sta bloccando il turnover aziendale.
La trappola del turnover: un organico in caduta libera
I dati dell'azienda rivelano un "buco nero" nell'organico: la forza lavoro è precipitata e, questo crollo non è solo un dato statistico, ma il sintomo di un turnover fallimentare:
- Pensionamenti imminenti: Una fetta consistente del personale in forza è prossima alla pensione, minacciando di svuotare ulteriormente i depositi in tempi brevi.
- La "fuga" dei conducenti: Non si tratta solo di chi smette di lavorare. Molti autisti hanno già deciso di dimettersi da ATAP per svolgere la stessa mansione altrove, attratti da condizioni migliori, o sono pronti a farlo non appena possibile.
- L'impossibilità di attrarre giovani: Il Direttore Generale ha definito l'assunzione di nuovi lavoratori "quasi una missione impossibile".
Barriere all’ingresso e professione "impoverita"
Perché i giovani non scelgono più ATAP? Il sindacato OR.S.A. TPL punta il dito contro l'ultimo bando di selezione per 4 "Operatori della Mobilità". L'anomalia risiede nell'obbligo per i neo-assunti di conseguire patente D e CQC a proprie spese entro un anno per mantenere il posto. Chiedere un investimento economico così ingente a chi entra con un salario minimo (parametro 138) è considerato una barriera insormontabile che di fatto blocca il ricambio generazionale.
Lavoro e vita privata: il punto di rottura
Oltre alla questione salariale, il turnover è ostacolato da turni giudicati insostenibili. La carenza di organico viene scaricata sui conducenti rimasti, costretti a "nastri orari" estenuanti e carichi di lavoro che rendono impossibile la conciliazione con la vita privata. Questa situazione trasforma l'ATAP in una "soluzione di passaggio" anziché in un impiego ambito, alimentando il circolo vizioso delle dimissioni.
L'appello ai soci: "Investite sulle persone"
La critica di OR.S.A. è che senza un intervento immediato su salari e turni, il rischio per i cittadini è quello di vedere le corse saltare nonostante i mezzi modernissimi, a causa di un sistema che non è stato capace di garantire il ricambio necessario tra chi va in pensione e chi dovrebbe entrare.
"Lavorare in ATAP deve tornare a essere un lavoro ambito e non un percorso di sofferenza", conclude il sindacato. La sfida per il futuro non è più comprare bus, ma trovare qualcuno che abbia voglia e passione di guidarli.