Sono 14 i Daspo emessi dopo i gravi episodi avvenuti l’8 febbraio, in occasione dell’incontro di calcio tra Biellese e Varese, valido per il campionato di Serie D. Le misure sono state adottate al termine dell’attività investigativa svolta dalla Polizia di Stato, dopo le tensioni registrate all’interno e all’esterno dello stadio.
Quel pomeriggio, davanti a circa 1.500 spettatori, le due tifoserie, storicamente rivali, si erano rese protagoniste di momenti di forte tensione, iniziati durante la gara con il lancio reciproco di bottiglie e altri oggetti contundenti dagli spalti.
La situazione era poi degenerata al termine dell’incontro, quando alcuni sostenitori del Varese, travisati e con il volto coperto, si erano diretti verso il settore occupato dai tifosi biellesi. Entrambe le tifoserie si erano quindi portate nei pressi del cancello divisorio, tentando di sfondarlo per venire a contatto.
Determinante l’intervento del dispositivo di sicurezza predisposto dalla Questura di Biella, con la presenza delle Forze dell’Ordine all’interno e all’esterno dello stadio, supportate anche dagli operatori del Reparto Mobile, il cui impiego era stato richiesto in via preventiva proprio in considerazione delle possibili criticità legate alla rivalità tra i gruppi di sostenitori.
Gli accertamenti, l’attività informativa e l’analisi delle immagini hanno permesso di ricostruire i fatti e identificare i responsabili dei comportamenti violenti e illeciti. I Daspo riguardano 7 appartenenti alla tifoseria biellese e 7 sostenitori del Varese. Tra i destinatari figurano anche 6 minorenni.
Nel dettaglio, 9 provvedimenti hanno durata di un anno, uno di tre anni, tre di cinque anni e uno di sei anni. Per tre tifosi è stata inoltre disposta la prescrizione dell’obbligo di firma.
L’adozione dei Daspo rappresenta un segnale netto contro episodi di violenza e intimidazione nelle manifestazioni sportive, che devono rimanere luoghi di aggregazione, passione e sicurezza per tifosi e famiglie.