Nel corso della seduta di Giunta che ha approvato il calendario scolastico 2026-2027, la Regione Piemonte ha accolto le richieste avanzate dal mondo della montagna e del turismo invernale prevedendo l’estensione delle vacanze di Carnevale a cinque giorni consecutivi. Una scelta che rafforza la programmazione della stagione sciistica piemontese in una delle settimane di maggiore affluenza turistica.
Il provvedimento tiene conto delle esigenze operative espresse dagli operatori degli impianti e dalle realtà economiche della montagna, che nelle scorse settimane avevano evidenziato l’importanza di una pausa scolastica più ampia nel periodo centrale della stagione bianca. L’allungamento della sospensione didattica consente alle famiglie una finestra più favorevole per organizzare soggiorni sulla neve e permette alle stazioni sciistiche di pianificare servizi, personale e accoglienza su flussi più stabili e prevedibili.
Il calendario mantiene l’equilibrio complessivo dell’anno scolastico e prevede 206 giorni di lezione negli istituti con frequenza dal lunedì al sabato e 173 negli istituti articolati su cinque giorni settimanali, riducibili di un giorno per la festività del Santo Patrono. Tra le sospensioni previste nel corso dell’anno scolastico, la pausa di Carnevale assume quindi un rilievo particolare per i territori alpini piemontesi, dove il turismo invernale rappresenta una componente strategica dell’economia locale e dell’occupazione stagionale.
Il recepimento di questa esigenza era stato sollecitato formalmente da ARPIET (Associazione Regionale Piemontese delle Imprese Esercenti Trasporto a Fune in Concessione), l'organismo che in seno all'Unione Industriali Torino rappresenta le imprese piemontesi concessionarie di impianti di risalita. L'associazione aveva trasmesso alla Regione Piemonte una richiesta specifica affinché le sospensioni didattiche del periodo invernale fossero calendarizzate in corrispondenza dei picchi di domanda della stagione sciistica, segnalando come un calendario meno favorevole avrebbe penalizzato la programmazione degli impianti e ridotto i flussi sulle piste nelle settimane di maggiore potenziale.
«Avevamo chiesto alla Regione di considerare le specificità operative del nostro comparto nella definizione del calendario e il risultato dimostra che il dialogo istituzionale ha funzionato – dichiara il presidente di ARPIET Giampiero Orleoni –. Le vacanze di Carnevale nella prima settimana di febbraio coincidono con uno dei momenti di maggiore affluenza sugli impianti piemontesi: poter contare su quella finestra in modo strutturale ci consente di organizzare personale, servizi e offerta con la certezza che la domanda ci sarà. Per le stazioni sciistiche del Piemonte non è un dettaglio secondario. Ringraziamo la Regione Piemonte per l’attenzione dimostrata verso le esigenze del comparto e per il confronto costruttivo portato avanti in questi mesi».
«Un calendario scolastico ben costruito produce effetti che vanno oltre l'organizzazione delle lezioni – dichiara l'assessore regionale allo Sviluppo della Montagna Marco Gallo –. Quando le pause didattiche sono distribuite in modo coerente con le stagioni turistiche, le famiglie possono frequentare la montagna nei momenti di maggiore vitalità e gli operatori delle nostre valli possono lavorare su flussi prevedibili. La montagna piemontese è una risorsa strategica per l'intera regione e scelte come questa, anche quando nascono da competenze diverse, producono effetti concreti sui nostri territori».
«Dietro al calendario scolastico ci sono territori e famiglie, imprese e comunità che vivono il Piemonte ogni giorno – dichiara Daniela Cameroni, assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte –. Per questo abbiamo voluto costruire un calendario equilibrato, che garantisse continuità didattica ma che fosse anche attento alle esigenze reali delle persone e alle peculiarità della nostra regione. La scuola è centrale, ma crediamo sia giusto che le scelte istituzionali sappiano dialogare anche con la vita delle famiglie, con la montagna, con il turismo e con le realtà economiche che rappresentano un valore importante per il Piemonte».